Il caso più frequente tra gli imprenditori italiani è semplice. Una società di Dubai fattura servizi a una società italiana intestata alla stessa persona, oppure presta soldi al socio, oppure paga un compenso al titolare che la controlla. Nessuno ha mai pensato di fare transfer pricing, eppure ognuna di queste operazioni lo è. Questa guida spiega che cos'è, che cosa dice la legge emiratina, quali documenti servono e dove si incontra l'Italia.
Transfer pricing significa «prezzi di trasferimento»: sono i corrispettivi che due soggetti collegati si applicano tra loro per beni, servizi, finanziamenti o uso di marchi e software. Il problema nasce perché tra soggetti collegati il corrispettivo lo decide chi ha il controllo, non il mercato. Con un corrispettivo gonfiato o ridotto, il reddito si sposta da una società all'altra, e con lui l'imposta.
Un esempio. La tua società di Dubai gestisce il marketing per la società italiana e le addebita una cifra mensile. Se quella cifra è molto più alta di quella che un'agenzia indipendente avrebbe chiesto, il reddito si sposta verso Dubai. L'amministrazione italiana lo vede come una componente di costo non coerente con il valore normale. Se è molto più bassa, accade l'opposto e a guardare è la Federal Tax Authority (FTA). La regola serve a evitare entrambe le deviazioni.
La fonte è il Federal Decree-Law n. 47 del 2022 sulla tassazione delle società e delle imprese, cioè la legge sulla Corporate Tax. L'articolo 34 stabilisce che le operazioni e gli accordi tra parti correlate devono rispettare il principio di libera concorrenza (arm's length principle). Il risultato è conforme quando coincide con quello che avrebbero ottenuto soggetti non correlati in una transazione simile e in circostanze simili.
La legge indica come si arriva a quel risultato: con uno o più di cinque metodi, scelto in base ai fatti dell'operazione. Si valutano i termini contrattuali, le caratteristiche dell'operazione, le circostanze economiche, le funzioni svolte, i beni impiegati e i rischi assunti. Il metodo diverso dai cinque previsti si usa soltanto se si dimostra che nessuno di quei cinque è applicabile. Il risultato può cadere in un intervallo di valori accettabili: se l'operazione sta fuori dall'intervallo, l'Autorità rettifica il reddito imponibile per riportarlo al valore di libera concorrenza.
La Transfer Pricing Guide dell'FTA (CTGTP1, ottobre 2023) spiega la stessa disciplina con esempi e precisa che non è un documento vincolante: il testo che vale è la legge. La guida aggiunge un'indicazione utile per chi ha una società in free zone: le regole si applicano anche alle operazioni interne, comprese quelle tra soggetti di free zone.
L'articolo 35 definisce le parti correlate. Sono tali, tra le altre, due persone fisiche legate da parentela entro il quarto grado, una persona fisica e una società quando la persona possiede il 50% o più dell'ente oppure lo controlla, e due società quando una possiede il 50% o più dell'altra o quando un terzo possiede il 50% o più di entrambe. Rientrano anche una società e la sua stabile organizzazione, i soci della stessa società di persone, e fondatore, trustee, disponente e beneficiario di un trust o di una fondazione.
Il controllo, secondo lo stesso articolo, è la capacità di influenzare un altro soggetto: esercitando il 50% o più dei diritti di voto, determinando la composizione del 50% o più del consiglio, ricevendo il 50% o più degli utili, oppure determinando o influenzando in modo significativo la gestione dell'attività.
L'articolo 36 aggiunge la categoria delle persone collegate (connected persons): il titolare, gli amministratori e i dirigenti della società, e le parti correlate di entrambi. Per loro vale una regola precisa: un pagamento o un beneficio dalla società a una persona collegata è deducibile soltanto se, e nei limiti in cui, corrisponde al valore di mercato di ciò che la persona collegata ha fornito ed è sostenuto interamente e esclusivamente per l'attività della società. La regola non ha bisogno di un gruppo di società: basta un titolare che si paga.
L'eccezione dell'articolo 36 riguarda le società quotate su una borsa riconosciuta, le società sotto la vigilanza di un'autorità statale competente e gli altri soggetti indicati con decisione del Consiglio dei ministri. Per una società di consulenza o di servizi di un imprenditore italiano, di norma, l'eccezione non c'è.
Nelle strutture tra Italia e Dubai le operazioni da guardare sono quasi sempre le stesse:
Ogni voce ha un corrispettivo, e ogni corrispettivo deve avere una ragione scritta. Chi lo ha fissato a occhio, perché «tanto è tutto mio», ha già il problema, anche se nessuno lo ha ancora contestato.
La legge elenca i metodi all'articolo 34, comma 3. La tabella dice che cosa confrontano e quando di solito funzionano; la scelta, per legge, dipende dalla funzione, dai beni e dai rischi dell'operazione.
| Metodo | Che cosa confronta | Quando è adatto |
|---|---|---|
| Prezzo comparabile non controllato (CUP) | Il corrispettivo dell'operazione con quello di un'operazione simile tra soggetti indipendenti | Servizi o beni con riferimenti di mercato diretti |
| Prezzo di rivendita | Il prezzo a cui il bene viene rivenduto a un terzo, meno un margine di rivendita | Distribuzione di beni acquistati da una società collegata |
| Costo maggiorato | I costi sostenuti, con un margine aggiunto | Servizi interni, prestazioni di supporto |
| Margine netto transazionale (TNMM) | Un indicatore di profitto netto con quello di imprese comparabili | Quando i confronti sui singoli prezzi non esistono |
| Ripartizione degli utili | L'utile complessivo dell'operazione, diviso in base ai contributi delle parti | Operazioni integrate, con apporti rilevanti da entrambe le parti |
L'articolo 55 della legge disciplina tre cose distinte. La prima è la disclosure: l'Autorità può chiedere a un contribuente di allegare alla dichiarazione un prospetto sulle operazioni con parti correlate e persone collegate, nella forma che essa stabilisce. La seconda è il Master File e il Local File, che servono quando le operazioni con parti correlate rientrano nelle condizioni fissate dal Ministro. La terza è la consegna: documenti e informazioni a sostegno del valore di libera concorrenza vanno forniti entro 30 giorni dalla richiesta dell'Autorità, o entro il termine più lungo che l'Autorità indica.
Le condizioni per Master File e Local File sono nella Ministerial Decision n. 97 del 2023. L'obbligo scatta in due casi alternativi: la società fa parte di un gruppo multinazionale con ricavi consolidati pari o superiori a 3.150.000.000 AED nel periodo d'imposta, oppure ha ricavi propri pari o superiori a 200.000.000 AED nel periodo d'imposta. Chi sta sotto entrambe le soglie non deve preparare quei due documenti. Il principio dell'articolo 34 resta, e con lui la prova che il valore applicato era di mercato.
Le soglie del modulo di disclosure sono stabilite dall'FTA nella guida sulla dichiarazione, non nel testo della legge. Le trovi riassunte nel nostro aggiornamento sul modulo transfer pricing; prima di compilare, controlla sempre la versione vigente sul sito dell'FTA.
Due termini di legge completano il quadro. La dichiarazione Corporate Tax va presentata entro nove mesi dalla fine del periodo d'imposta (articolo 53), e le scritture che sostengono la dichiarazione si conservano per sette anni dalla fine del periodo a cui si riferiscono (articolo 56). Per chi ha un esercizio coincidente con l'anno solare, il calendario operativo sta nella guida su scadenze e documenti della dichiarazione Corporate Tax.
Chi ha optato per lo Small Business Relief è fuori dall'articolo 55: la disclosure e i documenti di quell'articolo non si applicano a chi ha fatto l'opzione. Il regime ha una scadenza e condizioni proprie, descritte nella pagina sullo Small Business Relief, e conviene verificare se e fino a quando l'opzione è utilizzabile prima di fare affidamento su questa esenzione.
Per le società di free zone il punto è diverso. L'articolo 18 della legge richiede alle Qualifying Free Zone Person di rispettare gli articoli 34 e 55 per mantenere lo status. Un valore di libera concorrenza trascurato può quindi pesare oltre l'imposta sul singolo importo. Le regole del regime sono nella guida alla Corporate Tax per le free zone.
In Italia vale il principio del valore normale. L'articolo 110, comma 7, del TUIR prevede che i componenti di reddito derivanti da operazioni con società non residenti che controllano l'impresa, ne sono controllate o sono sotto il controllo della stessa società che la controlla siano valutati al valore normale, se ne deriva un aumento del reddito. Il provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate prot. n. 360494 del 23 novembre 2020 disciplina la documentazione idonea a dimostrare la conformità del corrispettivo al valore di mercato.
La conseguenza pratica è questa. Un corrispettivo fuori mercato tra una società italiana e una di Dubai viene guardato da entrambe le amministrazioni: l'FTA può rettificare il reddito emiratino, l'Agenzia delle Entrate quello italiano. L'articolo 34 della legge emiratina prevede un aggiustamento corrispondente sul reddito dell'altra parte correlata e, quando è un'autorità straniera a rettificare, la possibilità di chiederne uno all'FTA. Se la controparte è italiana, il modo in cui quell'aggiustamento si traduce in Italia dipende dalle regole interne e dalla Convenzione contro le doppie imposizioni: lo schema è nella guida su doppia imposizione tra Italia ed Emirati.
C'è poi un livello che il transfer pricing non risolve. Se la società di Dubai ha una sede che di fatto è in Italia, il tema non è il prezzo dell'operazione ma la residenza della società, trattata nelle guide su esterovestizione e stabile organizzazione occulta. Un corrispettivo di mercato non sana una struttura che non ha sostanza.
Il transfer pricing non vieta di avere una società a Dubai e una in Italia, e non rende scorretta una struttura per il solo fatto che le due società sono collegate. Vieta di scegliere il corrispettivo per ottenere un risultato fiscale invece di un valore di mercato. Un'operazione con sostanza, un contratto coerente e un confronto documentato reggono. Un'operazione senza sostanza non regge, anche se il corrispettivo è tondo.
Non è nemmeno un tema che riguarda soltanto i gruppi con ricavi di centinaia di milioni. L'articolo 36 si applica al titolare che si fa pagare dalla propria società, e questo rende il tema rilevante anche per chi ha un'unica società. I documenti pesanti (Master File e Local File) riguardano le soglie della Ministerial Decision n. 97/2023, ma il principio dell'articolo 34 riguarda tutti.
È la regola per cui il corrispettivo di un'operazione tra due soggetti collegati deve essere quello che avrebbero concordato due soggetti indipendenti. Serve a evitare che il reddito venga spostato da una società all'altra con corrispettivi decisi da chi controlla entrambe.
Sì, quando ci sono operazioni con parti correlate o persone collegate. L'articolo 36 della legge sulla Corporate Tax riguarda anche pagamenti e benefici al titolare, agli amministratori e ai dirigenti: sono deducibili soltanto nei limiti del valore di mercato di ciò che la persona ha fornito.
Solo se la società fa parte di un gruppo con ricavi consolidati pari o superiori a 3.150.000.000 AED, oppure ha ricavi propri pari o superiori a 200.000.000 AED nel periodo d'imposta (Ministerial Decision n. 97/2023). Sotto quelle soglie l'obbligo dei due documenti non c'è, ma il valore di libera concorrenza va comunque dimostrabile.
L'articolo 55 prevede 30 giorni dalla richiesta, o il termine più lungo indicato dall'Autorità. Le scritture si conservano per sette anni dalla fine del periodo d'imposta (articolo 56), quindi conviene costruire la documentazione nell'esercizio in cui l'operazione avviene.
No. Il corrispettivo risponde alla domanda sul prezzo; la residenza della società, la sede effettiva e la stabile organizzazione sono domande separate, che l'Agenzia delle Entrate può porre in modo indipendente.
Fonti verificate il 12 ottobre 2026.
Questa guida offre informazioni generali sulla disciplina del transfer pricing negli Emirati e in Italia. Soglie, moduli e prassi vengono aggiornati dalle autorità: prima di agire verifica la versione vigente e valuta il tuo caso con un professionista.