La Corporate Tax è entrata nel lavoro quotidiano delle società UAE per gli esercizi iniziati dal 1° giugno 2023. Quindi anche una società costituita a Dubai prima di quella data può essere pienamente dentro il regime oggi. Il punto concreto è capire quale soggetto viene tassato, come si passa dal bilancio al reddito imponibile e quali adempimenti restano anche quando l'imposta da pagare è zero.
Questa guida riguarda soprattutto società operative mainland e free zone. Per decidere se una struttura societaria è coerente con attività, soci e flussi internazionali, il quadro fiscale va letto insieme alla struttura della società UAE e alle regole del Paese in cui vivono e lavorano i titolari.
L'articolo 11 del Federal Decree-Law n. 47 del 2022 comprende tra i soggetti residenti le persone giuridiche costituite negli Emirati, incluse quelle delle free zone. Comprende anche una società costituita all'estero quando è effettivamente gestita e controllata negli UAE. Per i non residenti rilevano, fra gli altri casi, la stabile organizzazione negli Emirati e gli altri collegamenti previsti dalla legge.
La nazionalità del socio non cambia questa regola. Una società UAE posseduta da un italiano non esce dalla Corporate Tax perché il proprietario vive altrove. Allo stesso modo, aprire una partita VAT non sostituisce la registrazione Corporate Tax: la Federal Tax Authority chiarisce che le due registrazioni sono separate.
Per una società operativa il controllo iniziale è semplice:
Una società inattiva non va trattata come invisibile. Se esiste ancora ed è un soggetto imponibile, l'assenza di fatture o utile non cancella automaticamente gli obblighi. Anche la cancellazione fiscale richiede una procedura: l'articolo 52 permette la deregistrazione solo dopo il pagamento di imposte e sanzioni dovute e il deposito delle dichiarazioni richieste fino alla cessazione.
Nel regime ordinario, il Federal Decree-Law n. 47 del 2022 e la Cabinet Decision n. 116 del 2022 prevedono lo 0% sulla parte di reddito imponibile fino a 375.000 AED e il 9% sulla parte che supera quella soglia. La soglia riguarda il reddito imponibile, non il fatturato e non il saldo del conto bancario.
Esempio: se dopo le rettifiche fiscali il reddito imponibile è 500.000 AED, i primi 375.000 AED ricadono nello scaglione allo 0%; il 9% si applica ai 125.000 AED eccedenti. Questo esempio spiega il calcolo meccanico. Non stabilisce da solo quali costi siano deducibili o se la società possa usare un relief.
Il 9% non si applica quindi sul totale degli incassi. L'articolo 20 parte dal risultato contabile del periodo e impone gli aggiustamenti previsti dalla legge: redditi esenti, deduzioni, relief, operazioni con parti correlate, perdite fiscali e altre rettifiche. Un prospetto bancario non sostituisce un bilancio.
La legge richiede bilanci autonomi e adeguati, preparati secondo standard contabili accettati negli Emirati. Il reddito imponibile parte dall'utile o dalla perdita contabile, ma non coincide necessariamente con quel numero. Alcune componenti possono essere esenti, altre non deducibili; certe operazioni richiedono il confronto con il valore di mercato.
Qui nascono molti errori pratici. Una spesa pagata dalla società non diventa deducibile solo perché compare sull'estratto conto. Deve essere collegata all'attività e documentata. Se una spesa ha insieme una componente personale e una aziendale, la parte personale va separata. La FTA lo spiega nelle FAQ: i costi legittimi sostenuti per produrre reddito imponibile sono in linea di principio deducibili, mentre quelli a doppio uso richiedono una ripartizione.
Serve attenzione anche ai rapporti con soci e società collegate. L'articolo 55 consente alla FTA di chiedere informazioni sulle operazioni con Related Parties e Connected Persons e, quando ricorrono le condizioni fissate dal Ministero, master file e local file. Anche sotto quelle soglie resta il principio di libera concorrenza: prezzi, finanziamenti, royalty e management fee devono avere una logica economica documentabile.
Una società in free zone è dentro la Corporate Tax. L'articolo 3 distingue il trattamento della Qualifying Free Zone Person: 0% sul Qualifying Income e 9% sul reddito imponibile che non è qualificante. Per mantenere lo status servono tutte le condizioni previste dalla legge e dalle decisioni attuative, non soltanto una licenza rilasciata da una zona franca.
Attività svolta, controparte, sostanza, bilanci e rispetto delle regole sulle parti correlate contano nel risultato. Se la società vende servizi a clienti mainland o svolge attività escluse, la classificazione va ricostruita sul flusso reale. La guida dedicata sulla Corporate Tax nelle free zone UAE entra nel dettaglio delle attività qualificanti e dei requisiti aggiornati.
Questo è anche il motivo per cui “free zone uguale zero tasse” è una formula sbagliata. La free zone identifica il luogo e l'autorità che hanno costituito la società. L'aliquota dipende invece dal regime fiscale applicabile al reddito concreto.
Lo Small Business Relief segue una logica diversa dallo scaglione ordinario. Un soggetto residente eleggibile può scegliere, per il singolo periodo d'imposta, di essere trattato come se non avesse prodotto reddito imponibile quando i ricavi non superano 3 milioni di AED nel periodo corrente e in tutti i periodi precedenti rilevanti. La Ministerial Decision n. 131 del 2026 ha esteso l'orizzonte ai periodi che terminano entro il 31 dicembre 2029.
Qui la soglia riguarda i ricavi. Inoltre il regime non è automatico: va eletto nella dichiarazione di ciascun periodo. Una Qualifying Free Zone Person non può sceglierlo. La pagina FTA sul relief precisa anche che restano applicabili il principio di libera concorrenza e gli obblighi dichiarativi, sebbene la documentazione transfer pricing prevista per il relief sia alleggerita.
Prima di scegliere conviene confrontare almeno tre elementi: ricavi storici, previsione del periodo in corso e relief fiscali che non sarebbero disponibili durante l'elezione. Se in un periodo precedente i ricavi hanno già superato la soglia, il test può fallire anche se quest'anno la società fattura meno.
La regola generale degli articoli 48 e 53 è nove mesi dalla fine del periodo d'imposta sia per presentare la Tax Return sia per pagare la Corporate Tax dovuta. Per una società con esercizio chiuso il 31 dicembre, il termine ordinario cade quindi il 30 settembre dell'anno successivo. Se l'esercizio chiude in un'altra data, cambia anche la scadenza.
La dichiarazione deve riportare il periodo, il Tax Registration Number, il criterio contabile, il reddito imponibile, le perdite utilizzate, i crediti d'imposta e l'imposta dovuta. Non è un modulo che si prepara bene partendo dai soli estratti conto nell'ultima settimana.
L'articolo 56 impone di conservare per sette anni dalla fine del periodo d'imposta i documenti che sostengono la dichiarazione e permettono alla FTA di ricostruire il reddito imponibile. In pratica, il dossier dovrebbe comprendere almeno:
La Corporate Tax non sostituisce la VAT. La FTA tratta le due imposte come sistemi separati. Però i dati devono tornare: fatturato, acquisti, saldi e periodi dichiarati non possono raccontare storie incompatibili nei due archivi.
Un controllo utile parte dalla riconciliazione, non dall'aliquota. Prima si chiude la contabilità e si collega ogni saldo ai documenti. Poi si separano costi personali, operazioni con parti correlate e componenti che richiedono una rettifica fiscale. Solo alla fine si calcola il reddito imponibile e si verifica quale regime sia applicabile.
Per una società con rapporti Italia–UAE aggiungerei un controllo in più: contratti, luogo delle decisioni, persone che svolgono il lavoro e flussi di fatturazione devono essere coerenti. Pagare correttamente la Corporate Tax negli Emirati non risolve da solo temi italiani come residenza fiscale della società, stabile organizzazione o prezzi di trasferimento. Su questo collegamento è utile leggere anche la guida sull'esterovestizione di una società a Dubai.
Alla fine la sequenza è lineare: identificare il soggetto, chiudere i numeri, applicare le rettifiche, scegliere l'eventuale relief e depositare entro il termine. Saltare uno dei passaggi rende fragile anche un calcolo aritmeticamente corretto.
No. Lo 0% riguarda il Qualifying Income di una Qualifying Free Zone Person. Il reddito non qualificante è tassato al 9% e la società deve rispettare tutte le condizioni previste per mantenere lo status.
No. Corporate Tax e VAT sono imposte diverse, con registrazioni, basi imponibili e dichiarazioni separate. Una società può avere obblighi per entrambe.
La regola generale prevede la presentazione entro nove mesi dalla fine del periodo d'imposta. Anche il pagamento dell'imposta dovuta segue, in via ordinaria, lo stesso termine.
In generale sì, se è un soggetto imponibile. L'assenza di utile non elimina da sola registrazione e dichiarazione; eventuali esenzioni o regimi di relief vanno verificati ed esercitati secondo le regole applicabili.
Fonti verificate il 7 settembre 2026.
Questa guida offre informazioni generali. Regime, deduzioni e obblighi dipendono dai fatti e dai documenti della singola società.