Il nome della free zone e il tipo di licenza non risolvono la questione fiscale. Bisogna leggere i contratti, identificare clienti e controparti, capire dove si svolgono le funzioni e separare i ricavi qualificanti da quelli che non lo sono. Una società può essere regolarmente costituita e operativa, ma non avere i requisiti per il regime QFZP.
L'articolo 18 del Federal Decree-Law n. 47 del 2022 richiede che la Free Zone Person mantenga una sostanza adeguata negli UAE, produca Qualifying Income, non abbia scelto il regime ordinario, rispetti il principio di libera concorrenza e gli obblighi di transfer pricing, oltre alle condizioni previste dalle decisioni attuative.
La sostanza va collegata all'attività che genera il reddito. La legge richiede core income-generating activities nella free zone, asset adeguati, personale qualificato e spese operative coerenti. Non esiste una quantità standard valida per ogni impresa: una holding, una società logistica e una struttura di tesoreria svolgono funzioni diverse. Quindi cambiano anche le prove richieste.
Il bilancio revisionato sostiene i dati dichiarati e la separazione dei redditi. Contratti, contabilità analitica e documentazione di transfer pricing devono spiegare chi svolge le funzioni, usa gli asset e assume i rischi nelle operazioni con parti correlate. Una fattura con una descrizione generica non dimostra da sola il perimetro QFZP.
La Cabinet Decision n. 100 del 2023 distingue più casi. In linea generale, il reddito da operazioni con un'altra Free Zone Person può qualificarsi quando il beneficiario effettivo è quella controparte e l'operazione non riguarda un'Excluded Activity. Per le operazioni con soggetti che non sono Free Zone Persons, il reddito può qualificarsi soltanto se deriva da una Qualifying Activity.
La stessa società può quindi avere ricavi con trattamenti diversi nello stesso periodo. Il controllo va fatto operazione per operazione. Classificare tutto il fatturato come qualificante perché la licenza riporta “consulting”, “trading” o “holding” è un errore: la Corporate Tax segue l'attività effettiva e le condizioni della singola relazione.
Le decisioni comprendono, entro i rispettivi limiti, produzione e lavorazione di beni o materiali, detenzione di azioni e altri titoli, proprietà e gestione di navi, riassicurazione, gestione regolamentata di fondi, gestione patrimoniale e di investimenti soggetta alla vigilanza UAE, servizi di sede centrale a parti correlate, tesoreria e finanziamento, leasing di aeromobili, logistica e distribuzione di beni o materiali in o da una Designated Zone.
L'elenco non autorizza scorciatoie. Un servizio finanziario regolamentato deve rispettare il perimetro autorizzativo richiamato dalla decisione. La distribuzione da una Designated Zone segue condizioni proprie. Un'attività accessoria si qualifica soltanto quando è funzionalmente collegata a quella principale e non diventa un'attività autonoma.
Restano escluse, salvo le eccezioni previste, le operazioni con persone fisiche, le attività bancarie, assicurative diverse dalla riassicurazione, alcune attività finanziarie e di leasing, il reddito da immobili e quello da proprietà intellettuale. Per gli immobili esiste un trattamento specifico per il reddito relativo a commercial property situata in free zone e derivante da operazioni con altre Free Zone Persons.
Anche la proprietà intellettuale richiede una distinzione. Solo il reddito calcolato come Qualifying Income da Qualifying Intellectual Property può entrare nel regime, secondo la metodologia prevista. Marchi e altri marketing intangibles non diventano qualificanti per il solo fatto di essere detenuti da una società free zone.
Una QFZP può produrre una quota limitata di ricavi non qualificanti senza perdere subito lo status. Il ricavo non qualificante deve restare entro il minore tra il 5% dei ricavi totali e 5 milioni di AED. È un test sui ricavi, non sul reddito imponibile e nemmeno sul saldo del conto corrente.
La disciplina esclude dal calcolo alcune componenti, tra cui i ricavi attribuibili a una stabile organizzazione domestica o estera e determinate componenti immobiliari. Quelle componenti seguono il regime ordinario previsto per il relativo reddito. Il de minimis va quindi ricostruito dai conti applicando le esclusioni normative. Una percentuale calcolata sul fatturato senza riconciliazione può dare un risultato sbagliato.
Se il limite viene superato, o manca un altro requisito dell'articolo 18, la società cessa di essere una QFZP dall'inizio del periodo d'imposta interessato e per i quattro periodi successivi. La conseguenza riguarda l’intero status fiscale, oltre al ricavo che ha fatto superare il limite: cambia lo status fiscale della società per tutto il periodo.
La Ministerial Decision n. 229 del 2025 ha sostituito la Decisione n. 265 del 2023 con effetto dal 1° giugno 2023. Il Ministry of Finance ha chiarito il trading di Qualifying Commodities eliminando il riferimento alla forma “raw” e includendo metalli, minerali, prodotti chimici industriali, energia, prodotti agricoli e relativi sottoprodotti, quando esiste un Quoted Price riconosciuto.
La modifica non rende qualificante qualsiasi compravendita di beni. La commodity deve rientrare nella definizione e deve esistere un prezzo quotato da un mercato riconosciuto o da una Recognised Price Reporting Agency. La Ministerial Decision n. 230 del 2025 identifica queste agenzie. Contratti, descrizione del prodotto e criterio di prezzo devono collegare l'operazione alla categoria corretta.
La Decisione 229 chiarisce anche tesoreria e finanziamenti a parti correlate o per conto proprio. Il Ministry ha inoltre precisato che, nella distribuzione di beni o materiali in o da una Designated Zone, le operazioni con public benefit entities non incidono sul de minimis alle condizioni previste. Sono regole circoscritte e non vanno estese a servizi o controparti diverse.
Per una QFZP l'articolo 3 della Corporate Tax Law prevede lo 0% sul Qualifying Income e il 9% sul reddito imponibile che non è Qualifying Income. Prima si determina se la società conserva lo status; poi si classifica il reddito secondo le regole applicabili.
Se la società non è una QFZP, entra nel regime ordinario: 0% sulla parte di reddito imponibile fino a 375.000 AED e 9% sulla parte eccedente. La soglia di 375.000 AED riguarda il reddito imponibile, mentre il de minimis QFZP riguarda i ricavi. Confondere le due basi porta a dichiarazioni incoerenti.
Per il quadro generale si può leggere la guida alla Corporate Tax UAE. La checklist per la Corporate Tax Return spiega quali documenti collegare alla dichiarazione. Chi sta scegliendo la struttura deve distinguere le caratteristiche operative di IFZA, Jebel Ali e Meydan.
Il controllo va completato prima di compilare la dichiarazione. Una classificazione errata non si sistema cambiando l'etichetta di una fattura. Se attività, contratti e sostanza non coincidono, il problema va ricostruito sui documenti reali.
No. Deve rispettare tutte le condizioni previste per essere una Qualifying Free Zone Person. Lo 0% riguarda il Qualifying Income, non ogni ricavo della società.
Il ricavo non qualificante non deve superare il minore tra il 5% dei ricavi totali e 5 milioni di AED. Alcune componenti restano fuori dal calcolo secondo la Cabinet Decision n. 100 del 2023.
Cessa di essere una QFZP dall'inizio del periodo interessato e per i quattro periodi successivi. In quel periodo viene trattata secondo il regime ordinario.
Sì. La Decisione 229 ha sostituito la Decisione 265 del 2023 con effetto dal 1° giugno 2023. La Decisione 230 individua le Recognised Price Reporting Agencies.
Sì. Sostiene i dati fiscali e la verifica delle condizioni del regime. Da solo, però, non prova che ogni ricavo sia qualificante.
Fonti verificate il 11 settembre 2026.