Chi si trasferisce a Dubai, o lavora con clienti e banche all'estero, si sente prima o poi chiedere un «certificato di residenza fiscale». A volte lo chiede una banca, a volte un cliente che deve applicare una ritenuta ridotta, a volte serve per invocare una convenzione contro le doppie imposizioni. Il documento esiste in entrambi i Paesi, ma ha funzioni e limiti diversi. Questa guida spiega a cosa serve, come si ottiene negli Emirati e in Italia, e che cosa non può dimostrare.
Il certificato di residenza fiscale attesta che il soggetto è considerato residente ai fini fiscali dallo Stato che lo emette, per un determinato periodo. Si usa in tre situazioni ricorrenti:
È un documento di parte terza, emesso da un'autorità, e per questo ha un valore probatorio superiore a una semplice autodichiarazione. Ma, come vedremo, il suo valore ha confini precisi.
Negli Emirati il certificato di residenza fiscale è il Tax Residency Certificate, o TRC, rilasciato dalla Federal Tax Authority. Per le persone fisiche la residenza fiscale emiratina si fonda su tre criteri alternativi, previsti dalla normativa di attuazione e descritti nelle guide dell'autorità.
| Caso | Requisito | Documenti tipici indicati dall'autorità |
|---|---|---|
| Presenza prolungata | 183 giorni o più negli Emirati in un periodo di 12 mesi | Emirates ID oppure passaporto, con report ufficiale di ingressi e uscite |
| Presenza da 90 a 182 giorni | Diritto legale di residenza, più un'abitazione permanente oppure un'attività di lavoro o d'impresa negli Emirati | Emirates ID, passaporto con report di ingressi e uscite, prova del lavoro o dell'attività, oppure prova dell'abitazione |
| Centro degli interessi | Residenza abituale o principale e centro degli interessi personali e finanziari negli Emirati | Prove della residenza e degli interessi, ed eventualmente della fonte di reddito |
Se il certificato serve per una convenzione contro le doppie imposizioni, la domanda segue regole in parte diverse: l'autorità può richiedere requisiti ulteriori, e se la convenzione rinvia alle regole di residenza degli Emirati, questi vanno soddisfatti. Per le persone fisiche, il passaporto è sempre richiesto per questa tipologia di certificato. Prima di presentare la domanda conviene quindi chiarire a quale scopo servirà il documento.
La procedura è interamente online e passa dal portale EmaraTax, accessibile con UAE Pass. In sintesi:
Il certificato copre un periodo d'imposta oppure un altro periodo di 12 mesi scelto dal richiedente. Non si può chiedere un periodo futuro né uno superiore a 12 mesi. È possibile presentare la domanda per un periodo di 12 mesi non ancora concluso, appena si soddisfano i criteri di residenza. La regola della validità deriva dalla decisione del Consiglio dei Ministri 85 del 2022 e dalle decisioni ministeriali di attuazione: nella pratica, conviene sempre leggere le date riportate sul certificato rilasciato.
Un punto che molti sottovalutano: per ottenere il TRC bisogna poter dimostrare i giorni di presenza. Il report ufficiale di ingressi e uscite è per questo uno strumento centrale, ed è lo stesso documento che serve a difendersi in caso di contestazione italiana. Ne parliamo in entry-exit report e residenza fiscale a Dubai.
In Italia l'Agenzia delle Entrate rilascia l'attestazione di residenza fiscale ai fini delle convenzioni contro le doppie imposizioni. La richiesta indica il periodo d'imposta di riferimento e lo Stato estero a cui il documento è destinato. Quando l'autorità o il soggetto estero ha un proprio modulo, la procedura può consistere nel far vistare quel modulo dall'ufficio. Modalità, modulistica e canali di invio sono indicati nella pagina dedicata dell'Agenzia e possono cambiare: vanno verificati al momento della richiesta.
L'attestazione italiana certifica la posizione del contribuente nei confronti del Fisco italiano per il periodo richiesto. Chi è residente in Italia ottiene un documento che lo dice; chi non lo è non ha ragione di chiederlo. Per questo il documento serve in genere a chi vuole farsi riconoscere come residente italiano all'estero, ad esempio per un reddito percepito da un committente emiratino.
Il punto più importante riguarda chi si è trasferito negli Emirati e vuole sapere se il TRC lo mette al riparo da contestazioni in Italia. La risposta è no, non automaticamente, per tre ragioni.
Questo non significa che il certificato sia inutile: è una tessera importante del quadro probatorio, e in sua assenza la posizione è più debole. Per chi sta ancora definendo il proprio trasferimento, il percorso pratico è descritto in come ottenere la residenza fiscale a Dubai.
Un consulente italiano ottiene un residence visa, affitta un appartamento a Dubai e trascorre lì 200 giorni nell'anno. Chiede e ottiene il TRC. Ma la moglie e i figli restano a Roma, nell'abitazione di famiglia, e lui rientra ogni due settimane. Il certificato attesta la sua residenza emiratina, ma l'Italia può comunque sostenere che il centro dei suoi interessi personali sia rimasto in Italia. Per questo il certificato va letto insieme al resto della situazione.
È il documento rilasciato dall'autorità fiscale di uno Stato che attesta la residenza fiscale di una persona in quello Stato per un dato periodo. Si usa per convenzioni, ritenute e rapporti con le banche.
Si presenta domanda online su EmaraTax alla Federal Tax Authority, scegliendo il servizio Tax Residency Certificate, dimostrando uno dei criteri di residenza e caricando i documenti richiesti, come Emirates ID o passaporto e il report di ingressi e uscite.
No, non automaticamente. Il certificato è un elemento di prova ma non vincola il Fisco italiano, che stabilisce la residenza con le proprie regole. Se la persona risulta residente in entrambi gli Stati, si applicano i criteri della convenzione.
Un periodo d'imposta o un altro periodo di 12 mesi scelto dal richiedente. Non si può chiedere un periodo futuro né uno superiore a 12 mesi: le date esatte sono riportate sul certificato.
Si presenta richiesta all'Agenzia delle Entrate per l'attestazione di residenza ai fini delle convenzioni, indicando periodo e Stato estero. Se il soggetto estero ha un proprio modulo, può essere vistato dall'ufficio. Modalità e modulistica vanno verificate sul sito dell'Agenzia.
Fonti verificate il 18 ottobre 2026.
Questa guida ha finalità informativa e non sostituisce una consulenza sul caso individuale. Requisiti e procedure delle autorità fiscali vengono aggiornati: prima di presentare una domanda verifica le indicazioni vigenti.