Se il Fisco italiano contesta la tua residenza a Dubai, la prima domanda che ti farà è semplice: "quanti giorni sei stato davvero fuori dall'Italia, e puoi dimostrarlo?". I biglietti aerei aiutano, ma non bastano — non certificano ogni transito, e non hanno un timbro governativo. Esiste un documento ufficiale pensato esattamente per questo: l'Entry Exit Report, rilasciato dalle autorità emiratine. Pochi imprenditori italiani a Dubai sanno che esiste, e ancora meno lo richiedono prima che serva davvero. Ti spiego cos'è, come si ottiene, e perché è uno dei documenti più solidi che puoi aggiungere al tuo fascicolo di difesa.
L'Entry Exit Report — il nome ufficiale del servizio GDRFA è "Issuance of statements (entry and exit movement)" — è un documento governativo che ricostruisce ogni tuo attraversamento di frontiera negli Emirati: data e ora esatta di ogni ingresso e uscita, il valico utilizzato (aeroporto, porto o frontiera terrestre), la modalità di viaggio, il numero di passaporto e di Emirates ID, e lo status del visto al momento del transito. È un estratto ufficiale del database immigrazione, sigillato dall'autorità che lo rilascia: non un'autocertificazione, non una ricostruzione a posteriori.
Un dettaglio che genera confusione: l'autorità competente non è unica per tutti gli Emirati, ma dipende da dove è stato emesso il tuo visto.
| Se il tuo visto è di | Lo richiedi a | Portale |
|---|---|---|
| Dubai | GDRFA (General Directorate of Residency and Foreign Affairs) | smart.gdrfad.gov.ae |
| Un altro Emirato | ICP (Federal Authority for Identity, Citizenship, Customs & Port Security) | smartservices.icp.gov.ae (anche via app UAEICP o DubaiNow) |
Chi ha il visto di residenza legato a Dubai — il caso più comune per chi apre una società in una free zone di Dubai o lavora con un employment visa locale — si rivolge alla GDRFA.
Il documento si può richiedere in tre modi: online tramite il portale smart della GDRFA (accesso con ID digitale o utenza, ricerca del servizio, compilazione della richiesta e pagamento); di persona, presso la Public Services Section o l'Airport Service Center del Terminal 3 ad Al Aweer; oppure in uno dei centri Amer, con ritiro del numero, presentazione dei documenti richiesti (copia di passaporto o ID valido) e pagamento.
Alla GDRFA di Dubai il costo è di 141 AED, con tempo di evasione dichiarato di 48 ore. Tramite ICP il costo è di circa 150 AED, con tempi di 2-3 giorni lavorativi. In entrambi i casi è un documento accessibile, non una pratica complessa — il problema non è ottenerlo, è pensarci prima che serva.
Qui si collega al vero nodo della questione. Come spiego in dettaglio in Contestazione della residenza fiscale a Dubai: cosa guarda davvero il Fisco, gli Emirati Arabi Uniti restano, per le persone fisiche, tra i paesi a fiscalità privilegiata secondo il DM 4 maggio 1999. Questo significa che se ti trasferisci lì, l'articolo 2, comma 2-bis del TUIR presume che tu sia ancora fiscalmente residente in Italia: non è il Fisco a dover dimostrare che lo sei, sei tu a dover dimostrare il contrario, con prove oggettive.
L'Entry Exit Report è esattamente questo tipo di prova: non un'affermazione tua, ma un dato certificato da un'autorità governativa terza, difficile da contestare in sede di accertamento o contenzioso. Da solo non chiude la partita — la presenza fisica è uno dei criteri, insieme a dimora abituale, centro degli interessi economici e legami familiari — ma è uno degli elementi più oggettivi che puoi portare, ed è per questo che lo includo sempre nel fascicolo che costruisco per i miei clienti.
Il problema che vedo più spesso non è la difficoltà del documento, ma il momento in cui viene richiesto: dopo che è già arrivato un avviso di accertamento. A quel punto il report esiste comunque — copre lo storico dei movimenti — ma ti manca il tempo per far combaciare il resto del fascicolo (contratti, utenze, movimenti bancari) con quello che il report racconta. Meglio scaricarlo con continuità, almeno una volta l'anno, e archiviarlo insieme agli altri documenti: una storia di presenza costruita nel tempo pesa di più di una ricostruita in fretta dopo un controllo.
Se stai ancora mettendo ordine nella tua posizione, il quadro completo dei criteri che il Fisco valuta — e di come si costruisce una difesa solida — lo trovi in Contestazione della residenza fiscale a Dubai: cosa guarda davvero il Fisco. Se invece ti stai ancora trasferendo, la guida operativa è qui: Guida completa per ottenere la residenza fiscale a Dubai per un cittadino italiano.
No. È una prova oggettiva e importante sui giorni di presenza, ma il Fisco italiano valuta un insieme di elementi — dimora abituale, centro degli interessi economici e familiari, legami rimasti in Italia. Va costruito insieme agli altri documenti del fascicolo, non usato da solo.
Dipende da chi ha emesso il tuo visto: se il visto è di Dubai, lo richiedi alla GDRFA tramite il portale smart.gdrfad.gov.ae. Se il visto è di un altro emirato, lo richiedi all'ICP tramite smartservices.icp.gov.ae.
Alla GDRFA di Dubai costa 141 AED con tempo di evasione di circa 48 ore. Tramite ICP il costo è di circa 150 AED con tempi di 2-3 giorni lavorativi. Si può richiedere online, tramite app, o di persona nei centri Amer o Al Aweer.
Meglio scaricarlo periodicamente (almeno una volta l'anno) e conservarlo insieme al resto del fascicolo, invece di richiederlo solo quando arriva un accertamento: un report aggiornato con continuità racconta una storia di presenza reale, non ricostruita a posteriori.
Questo articolo ha finalità informativa e non costituisce consulenza fiscale personalizzata: ogni situazione va valutata caso per caso.