Apri LinkedIn e cerca "wealth advisor Dubai". Ne trovi centinaia. Pochi hanno una licenza verificabile, e quasi nessuno ti dice chi lo paga per la consulenza che ti sta dando. Se stai valutando a chi affidare la pianificazione del tuo patrimonio — non solo l'apertura di una società, ma le decisioni che restano per anni — questi sono i punti da controllare prima, non dopo aver firmato qualcosa.
In Italia un consulente finanziario indipendente è iscritto a un albo (OCF, l'Organismo di Vigilanza e Tenuta dell'Albo Unico dei Consulenti Finanziari) e la sua attività è vigilata dalla Consob. Negli Emirati non esiste un equivalente diretto: chiunque può scriversi "wealth advisor" o "financial consultant" su un biglietto da visita senza che nessuno lo controlli. La licenza vera esiste, ma va cercata, e cambia a seconda di dove opera chi te la offre.
Chi presta consulenza di investimento o gestisce patrimoni sul territorio UAE onshore ha bisogno di un'autorizzazione della SCA (Securities and Commodities Authority), l'autorità federale che regola i mercati finanziari e le attività di consulenza in materia di investimenti. Chi opera invece dal DIFC (Dubai International Financial Centre) è vigilato dalla DFSA (Dubai Financial Services Authority) e per fare consulenza o arrangiare investimenti ha bisogno di una licenza di Categoria 4. Sono due autorità diverse, con due registri diversi: un consulente serio ti dice sotto quale delle due opera, e il suo nome risulta nel registro pubblico di quell'autorità.
La licenza, e da chi è rilasciata. Chiedi il numero di licenza SCA o DFSA e verificalo tu stesso sul registro pubblico dell'autorità, non fidarti dello screenshot che ti manda. Se non ha nessuna delle due, non sta facendo consulenza patrimoniale regolamentata: sta vendendo qualcos'altro sotto un altro nome.
Chi lo paga. Molti "consulenti" a Dubai sono in realtà agenti di collocamento: guadagnano una commissione dalla compagnia assicurativa o dal fondo che ti vendono, non un compenso che paghi tu per il suo tempo. Non è automaticamente in malafede, ma cambia tutto l'incentivo: un consulente pagato a commissione ha interesse a farti sottoscrivere un prodotto, un consulente pagato a parcella ha interesse a darti il consiglio giusto anche se è "non fare niente".
L'esperienza cross-giurisdizione Italia-UAE. Un piano patrimoniale che ignora cosa succede quando quel patrimonio, o i suoi frutti, tornano in Italia — quadro RW, IVAFE, normativa CFC — è un piano fatto a metà. Chiedi esempi concreti di clienti italiani che ha seguito, non generiche competenze "internazionali".
Le credenziali AML e compliance. Chi gestisce patrimoni che si muovono tra due giurisdizioni deve sapere come funzionano gli obblighi antiriciclaggio da entrambi i lati, non solo quelli UAE. Se non sa spiegarti in due frasi cosa cambia per te sul fronte compliance, è un segnale.
Cosa succede se sparisce lui. Un vero studio ha continuità: documentazione tracciata, un team, non solo una persona con un numero WhatsApp. Chiedi cosa succede alla tua pratica se quella persona lascia l'azienda o smette di rispondere.
Qual è il tuo numero di licenza e con quale autorità sei registrato — SCA o DFSA? Come vieni compensato per questa consulenza, e da chi? Quanti clienti italiani hai seguito con una struttura simile alla mia, e puoi farmi un esempio (senza nomi) di come hai gestito il rientro dei redditi in Italia? Chi si occupa della mia pratica se tu non sei disponibile? Cosa NON fai — quali servizi restano fuori dal tuo mandato?
Se una di queste domande genera imbarazzo o una risposta vaga, non è ancora la persona a cui affidare il patrimonio.
Non vende un prodotto specifico: se ti propone sempre la stessa polizza o lo stesso fondo indipendentemente dalla tua situazione, non è indipendenza, è un catalogo. Un consulente indipendente parte dalla tua situazione — dove sei fiscalmente residente, dove sono le tue società, chi sono i tuoi eredi — e costruisce la struttura intorno a quello, anche quando la risposta giusta è "con la tua situazione attuale non ti conviene aprire niente di nuovo".
Se te lo dice contro il proprio interesse — che un prodotto che gli farebbe guadagnare una commissione non ti serve — è il segnale più affidabile che hai davanti.
Se fa consulenza di investimento o gestione patrimoniale in modo professionale e continuativo, sì: sono le due autorità che regolano questa attività negli Emirati, a seconda di dove opera (onshore o DIFC). Chi non ha nessuna delle due licenze non sta esercitando l'attività in modo regolamentato.
No. Le licenze SCA e DFSA regolano l'attività di consulenza sugli investimenti negli Emirati, non la pianificazione fiscale italiana. Per quella parte serve una competenza specifica su quadro RW, IVAFE e normativa CFC, che un consulente puramente locale spesso non ha.
Dipende da cosa ti serve. Se hai bisogno di un prodotto specifico e lo sai già, un consulente legato a un istituto può bastare. Se invece devi costruire una struttura — dove risiedere fiscalmente, come è organizzata la società, come proteggere il patrimonio — l'indipendenza conta di più perché nessuno guadagna sulla singola raccomandazione.
Fonti: registri pubblici e requisiti di licenza della Securities and Commodities Authority (SCA) per l'attività di consulenza in materia di investimenti nel territorio UAE onshore; requisiti della Dubai Financial Services Authority (DFSA) per la licenza di Categoria 4 (Advising and Arranging) nel DIFC. Per l'albo italiano dei consulenti finanziari: OCF (Organismo di Vigilanza e Tenuta dell'Albo Unico dei Consulenti Finanziari), vigilato da Consob.