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Italia–Panama · Novembre 2026 · di

Residenza a Panama per italiani: il permesso permanente del trattato del 1966 e cosa dice il Fisco italiano

Residenza a Panama per italiani: trattato del 1966 e Fisco italiano
Risposta diretta. Un cittadino italiano può ottenere a Panama la residenza permanente senza investimento minimo, grazie al Trattato di amicizia, commercio e navigazione tra Italia e Panama (Ley 15 del 1° febbraio 1966). Servono un'attività economica a Panama, cioè un contratto di lavoro o più del 50% di una società panamense, e un conto in una banca panamense con un saldo di almeno 5.000 dollari. Il permesso panamense però non sposta la residenza fiscale: per l'Italia Panama è ancora nell'elenco del D.M. 4 maggio 1999, quindi chi si cancella dall'anagrafe e va a vivere lì si presume residente in Italia finché non dimostra il contrario.

Su Panama circolano due informazioni sbagliate, e quasi sempre arrivano insieme. La prima è che per la residenza serva un investimento immobiliare o un deposito da centinaia di migliaia di dollari. La seconda è che, presa la residenza, non si paghi più niente in Italia. Per un italiano la prima è falsa e la seconda è pericolosa.

Il trattato del 1966: una strada che esiste solo per gli italiani

La Ley 15 del 1° febbraio 1966 ha recepito a Panama il Trattato di amicizia, commercio e navigazione con l'Italia. Il trattato garantisce ai cittadini di ciascun Paese lo stesso trattamento dei cittadini dell'altro quando avviano un'attività economica o professionale. Su questa base il Servicio Nacional de Migración, con la Resolución n. 4803 del 30 marzo 2012, ha creato un permesso di residenza permanente riservato a chi ha la cittadinanza italiana.

Il permesso non chiede di comprare un immobile né di vincolare un deposito. Chiede un'attività economica a Panama e un saldo bancario minimo. Ed è permanente dall'approvazione: non c'è una fase di residenza provvisoria da rinnovare.

I documenti che chiede l'Immigrazione panamense

L'elenco è quello della scheda ufficiale del Servicio Nacional de Migración per il permesso «Residente Permanente por Leyes Especiales – Tratado Panamá-Italia» (sigla PRP-CPI):

  • passaporto italiano valido e un secondo documento che provi la cittadinanza, come la carta d'identità;
  • certificato del casellario giudiziale, apostillato in Italia e tradotto in spagnolo;
  • certificato di salute, fototessere, dichiarazione giurata sui precedenti personali e procura notarile all'avvocato panamense;
  • un assegno circolare da 250 balboa (il balboa vale un dollaro) a favore del Tesoro panamense;
  • la prova dell'attività economica: un contratto di lavoro registrato al Ministero del Lavoro con stipendio non inferiore a 850 balboa al mese, oppure le azioni di una società panamense iscritta al Registro Pubblico;
  • la prova della solvibilità: un estratto conto di una banca panamense con un saldo medio a quattro cifre, che nella prassi vuol dire almeno 5.000 dollari.

Il documento che fa perdere più tempo è il casellario. Va richiesto in Italia e apostillato in Italia, e chi vive già a Dubai deve farlo fare a qualcuno sul posto.

Nello stesso permesso possono entrare il coniuge, i figli fino a 25 anni non sposati e studenti, e i genitori, anche se non hanno la cittadinanza italiana.

Come si svolge, in pratica

Lo seguiamo con il nostro studio di Panama City, e la sequenza è sempre questa:

  1. Controllo dei documenti a distanza. Lo studio di Panama verifica il fascicolo prima che il cliente parta. Teniamo tre settimane di margine; di solito la risposta arriva in una.
  2. Primo viaggio, circa una settimana. Il primo giorno si apre il conto in banca, poi si presenta la domanda all'Immigrazione e si ritira il documento provvisorio.
  3. Approvazione. Lo studio segue la pratica fino alla resolución che concede il permesso permanente.
  4. Secondo viaggio. Si torna a Panama per ritirare il documento definitivo.

Il conto si apre il primo giorno per una ragione precisa. Come a Dubai, la parte difficile raramente è il permesso: è la banca. Se il funzionario chiede un documento in più o un secondo incontro, conviene avere ancora tutta la settimana davanti. Le banche panamensi sono tutte fisiche, con la loro app: il conto si apre in filiale.

Il permesso non va rinnovato. Chiediamo però ai clienti di passare da Panama almeno una volta ogni due anni, perché un'assenza più lunga mette a rischio lo status.

Panama tassa solo il reddito prodotto a Panama

Panama applica il principio di territorialità: l'imposta sul reddito colpisce solo il reddito di fonte panamense, a prescindere da nazionalità e residenza di chi lo incassa. Lo stipendio da un datore di lavoro estero, le fatture a clienti esteri, i dividendi e le plusvalenze su titoli esteri non sono tassati a Panama.

La residenza migratoria e la residenza fiscale panamense sono due cose diverse. Per la Dirección General de Ingresos si è residenti fiscali con più di 183 giorni di presenza nell'anno, consecutivi o no, oppure con un'abitazione permanente a Panama. Il certificato di residenza fiscale si chiede ogni anno, vale per un solo periodo d'imposta e richiede, tra l'altro, il certificato dei movimenti migratori: entrate e uscite dal Paese.

Per il Fisco italiano, chi va a Panama resta residente in Italia

È la parte che le pagine promozionali saltano. Panama è nell'elenco degli Stati a fiscalità privilegiata del D.M. 4 maggio 1999. Per questo si applica l'articolo 2, comma 2-bis, del TUIR (dal 1° gennaio 2027 è l'art. 2, comma 3, del nuovo Testo unico delle imposte sui redditi): il cittadino italiano cancellato dall'anagrafe e trasferito a Panama si considera residente in Italia, salvo prova contraria. La prova contraria la deve dare lui, non l'Agenzia delle Entrate.

In più, dal 2024 l'articolo 2 del TUIR, modificato dal D.Lgs. 209/2023, considera residente in Italia anche chi vi ha il domicilio, cioè il luogo dove si sviluppano soprattutto le relazioni personali e familiari, oppure chi vi è presente per più di 183 giorni, contando anche le frazioni di giorno. La famiglia che resta a Milano basta a tenere in Italia anche chi passa 200 giorni l'anno a Panama.

Due notizie del 2026 non cambiano questo quadro:

  • il 9 ottobre 2026 il Consiglio dell'Unione europea ha tolto Panama dalla lista UE delle giurisdizioni non cooperative. È un elenco diverso: la lista italiana del D.M. 4 maggio 1999 resta com'è;
  • la Convenzione Italia–Panama contro le doppie imposizioni, firmata il 30 dicembre 2010, ratificata con la legge 3 novembre 2016, n. 208 e in vigore dal 1° giugno 2017, serve a decidere chi tassa quando entrambi gli Stati ti considerano residente. Non cancella la presunzione italiana e non esonera dal quadro RW.

Residenza a Dubai e permesso a Panama insieme

Il caso che seguiamo più spesso non è l'imprenditore che lascia l'Italia per Panama. È chi è già residente a Dubai e prende il permesso panamense per una ragione operativa: un conto in dollari in una banca che lavora con i processori di pagamento del suo settore, o una seconda base nelle Americhe.

La legge italiana non limita il numero di permessi di soggiorno esteri che un cittadino può avere. Il visto UAE e il permesso panamense possono convivere. La residenza fiscale invece resta una, e si costruisce dove si vive davvero: giorni, casa, famiglia, attività. Se la vita è a Dubai, il permesso panamense è uno strumento, non una nuova residenza fiscale, e va dichiarato come tale.

Quando non conviene

Te lo dico contro il mio interesse: il permesso panamense non serve a chi cerca solo un documento da mostrare al Fisco italiano. Se la famiglia, la casa e l'azienda restano in Italia, la cédula panamense non cambia niente, e con la presunzione del D.M. 4 maggio 1999 rischia di attirare l'attenzione invece di allontanarla.

Serve a chi a Panama ha un motivo concreto: viverci, lavorare con il continente americano, avere un conto in dollari che altrove non riesce ad aprire, o affiancare una fondazione di interesse privato panamense a una struttura già pensata.

Cosa fare adesso

Prima di raccogliere i documenti, scrivi su un foglio dove hai passato i giorni dell'ultimo anno, dove vive la tua famiglia e su quale conto arrivano i tuoi incassi. Da quelle tre righe si capisce se ti serve il permesso panamense, una residenza fiscale altrove, o tutte e due.

Domande frequenti

Quanto serve investire per la residenza a Panama da italiano?

Per la residenza permanente prevista dal trattato Italia–Panama del 1966 non c'è un investimento minimo. Servono un contratto di lavoro o una quota di maggioranza di una società panamense e un saldo bancario di almeno 5.000 dollari in una banca panamense.

La residenza a Panama è subito permanente?

Sì. Il permesso per cittadini italiani è permanente e non richiede rinnovi. Prima del documento definitivo si riceve un documento provvisorio, e serve un secondo viaggio a Panama per ritirare quello definitivo.

Con la residenza a Panama non pago più tasse in Italia?

Non automaticamente. Panama è nella lista del D.M. 4 maggio 1999: chi si cancella dall'anagrafe e si trasferisce lì si presume residente in Italia, salvo prova contraria a suo carico (art. 2, comma 2-bis, TUIR; dal 1° gennaio 2027 art. 2, comma 3, del nuovo Testo unico delle imposte sui redditi).

Panama tassa i redditi esteri?

No. Panama tassa solo il reddito di fonte panamense. Stipendi da datori esteri, fatture a clienti esteri, dividendi e plusvalenze su titoli esteri non sono tassati a Panama.

Si può avere la residenza a Dubai e il permesso di residenza a Panama?

Sì. La legge italiana non limita il numero di permessi esteri. La residenza fiscale però è una sola e si stabilisce dove si vive davvero; la convenzione contro le doppie imposizioni decide i casi di conflitto.

Fonti ufficiali

Fonti verificate il 2 novembre 2026.

  • Servicio Nacional de Migración, scheda «Permiso de Residente Permanente por Leyes Especiales – Tratado de Amistad, Comercio y Navegación entre la República de Panamá y la República de Italia (PRP-CPI)»; Ley 15 del 1° febbraio 1966; Resolución n. 4803 del 30 marzo 2012.
  • Dirección General de Ingresos, requisiti del Certificado de Residencia Fiscal per persone fisiche.
  • D.M. 4 maggio 1999 (G.U. n. 107 del 10 maggio 1999); art. 2, commi 2 e 2-bis, TUIR come modificato dal D.Lgs. 209/2023.
  • Legge 3 novembre 2016, n. 208, ratifica della Convenzione Italia–Panama del 30 dicembre 2010, in vigore dal 1° giugno 2017.
  • Consiglio dell'Unione europea, aggiornamento della lista UE delle giurisdizioni non cooperative del 9 ottobre 2026.

Questo articolo ha finalità informativa e non costituisce consulenza fiscale o migratoria personalizzata: requisiti e importi vanno confermati sulla tua situazione prima di avviare la pratica.

Roberto Manzi, Tax Strategist a Dubai
Roberto Manzi — PhD · Tax Strategist · AML Expert
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