"Wealth planning" suona come qualcosa che serve solo a chi ha già un patrimonio consolidato da proteggere. Non è così, ed è un equivoco che costa caro: è la sequenza di decisioni che un imprenditore che si trasferisce a Dubai deve affrontare comunque, che lo chiami "wealth planning" o no. Il problema non è se pianificare, ma in che ordine — perché le decisioni prese fuori sequenza si pagano due volte: una quando le prendi, una quando le devi disfare.
Lo schema che vedo più spesso: un imprenditore si trasferisce a Dubai, apre una società in free zone perché gliel'hanno consigliata, e solo dopo — quando arriva la prima contestazione, o quando deve pensare a chi lascerà l'azienda — si pone il problema della residenza fiscale, della protezione del patrimonio, della successione. A quel punto molte scelte sono già state fatte, e disfarle costa più che farle bene la prima volta.
La sequenza corretta parte da una domanda diversa: non "che società apro" ma "dove sono fiscalmente residente, e la mia vita lo conferma". Da lì in poi ogni passaggio si incastra con quello prima.
1. Dove risiedi fiscalmente — e se la tua vita lo conferma davvero. Prima di qualunque struttura societaria o patrimoniale, va stabilito dove sei fiscalmente residente secondo il centro dei tuoi interessi vitali — famiglia, immobili, attività economica — non secondo dove hai un timbro sul passaporto. Restare sotto i 183 giorni di presenza fisica in Italia non basta da solo: se il centro dei tuoi interessi resta lì, la residenza fiscale italiana può comunque essere contestata. Questo primo passaggio decide tutto quello che segue: una struttura societaria costruita su una residenza fiscale che non regge è un castello su un terreno che frana.
2. Come è strutturata la tua società. Solo dopo aver stabilito la residenza fiscale ha senso decidere mainland o free zone, se puntare allo status di QFZP (tassazione zero sul reddito qualificante in free zone, se l'attività rientra tra le Qualifying Activities) o al regime ordinario (0% fino a 375.000 AED di reddito imponibile, 9% sulla parte eccedente). La scelta giusta dipende da dove operano davvero i tuoi clienti, non da quale free zone offre la procedura più rapida.
3. Come è protetto il patrimonio. Una volta che residenza e società sono a posto, si pone la domanda di come proteggere quello che l'attività genera: una holding per separare il patrimonio dall'operatività, un trust o una fondazione se l'obiettivo è anche organizzare chi ne beneficia e come. Farlo prima di aver chiarito i primi due passaggi significa spesso dover ristrutturare tutto una seconda volta.
4. Cosa succede se non ci sei più tu. L'ultimo passaggio — e il più spesso rimandato — è il passaggio generazionale: chi eredita cosa, e soprattutto chi decide cosa quando gli eredi sono più di uno con interessi diversi. Senza un testamento registrato e senza regole di governance esplicite, negli Emirati si applicano regole di successione che possono non coincidere né con la tua volontà né con la normativa successoria italiana.
Ogni passaggio dipende da quello prima. Una società ottimizzata fiscalmente ma costruita su una residenza fiscale contestabile non regge a un controllo. Una protezione patrimoniale sofisticata (trust, fondazione) costruita prima di aver chiarito chi opera davvero l'azienda finisce per proteggere una struttura che nel frattempo è cambiata. Un passaggio generazionale pensato all'ultimo momento eredita tutte le imprecisioni accumulate nei tre passaggi precedenti. Il wealth planning, in pratica, non è un servizio aggiuntivo che si compra quando "si ha già tanto": è l'ordine in cui le prime quattro decisioni di un imprenditore a Dubai vanno prese, indipendentemente da quanto patrimonio c'è oggi.
Si riparte comunque dal primo: verificare che la residenza fiscale dichiarata regga davvero al centro degli interessi vitali. Se quel punto è solido, si passa a verificare se la struttura societaria attuale è ancora quella giusta, poi la protezione patrimoniale e la successione. Non serve smontare quello che c'è già, ma serve controllare la sequenza a ritroso prima di aggiungere altro.
No. Le quattro decisioni — residenza, società, protezione, successione — riguardano chiunque abbia un'attività e si sia trasferito o stia valutando di trasferirsi a Dubai, indipendentemente dalle dimensioni del patrimonio attuale. Rimandarle non le evita: le rende solo più costose da sistemare in un secondo momento.
Sì, spesso trust/fondazione e passaggio generazionale si costruiscono nello stesso momento, perché sono strettamente collegati. Quello che non conviene comprimere sono i primi due passaggi: residenza fiscale e struttura societaria devono essere solidi prima, perché tutto il resto si costruisce sopra.
Fonti normative: soglia dei 183 giorni e criterio del centro degli interessi vitali per la residenza fiscale (art. 2 TUIR, come riscritto dall'art. 1 del D.Lgs. 209/2023); Corporate Tax UAE (Federal Decree-Law No. 47 of 2022) per le aliquote 0%/9% e la soglia dei 375.000 AED; elenco delle Qualifying Activities della Federal Tax Authority per lo status QFZP. Per la tua situazione specifica serve un'analisi individuale.