Notizia giornalistica — conferma ufficiale consigliata
Che cosa è successo
Il Department of Culture and Tourism di Abu Dhabi, il DCT, che è l'ente dell'emirato che rilascia le licenze turistiche, ha annunciato il 15 settembre 2026 l'aggiornamento del regolamento sulle case vacanza in vigore dal 2020. Gulf News e The National lo hanno riportato fra il 15 e il 17 settembre; i dettagli che seguono vengono da quegli articoli e vanno confrontati con il testo pubblicato sul portale del Dipartimento prima di prendere decisioni. Le novità sono due. La prima allarga chi può chiedere la licenza di operatore: prima solo il proprietario; ora il proprietario singolo, i comproprietari, le società, gli inquilini e le persone autorizzate dal proprietario, alle condizioni che il DCT fissa per ciascuna categoria. La seconda riguarda gli annunci: nessuna casa vacanza può essere pubblicata su siti o piattaforme digitali senza una licenza valida, e il numero di licenza deve comparire nella pagina dell'annuncio. Il regolamento aggiornato riordina in un solo testo i requisiti di idoneità dell'immobile, la procedura di licenza, gli obblighi di gestione, le ispezioni e le sanzioni, con tempi di approvazione dichiarati più corti e una piattaforma digitale rinnovata. Il DCT ha dato anche i numeri del 2025: 4.771 unità idonee, in crescita del 77% sul 2024, 335.000 ospiti, tariffa media di 1.887 dirham a notte, circa 470 euro.
Che cosa cambia in pratica
Il cambiamento va in due direzioni. Da una parte si apre una strada che prima non c'era: chi è in affitto ad Abu Dhabi e vuole subaffittare a breve termine può farlo legalmente, con una licenza propria e l'autorizzazione scritta del proprietario, e chi gestisce immobili di altri può operare come delegato invece di far intestare tutto al proprietario. Dall'altra si chiude la zona grigia degli annunci: fino a ieri un immobile senza licenza su Airbnb era una violazione che qualcuno doveva andare a cercare; da oggi la mancanza del numero di licenza nella pagina è visibile a chiunque, DCT compreso, e le piattaforme hanno un criterio semplice per togliere l'annuncio. Cioè il controllo si sposta dall'ispezione all'annuncio. Per chi ha una società negli Emirati e mette a reddito immobili ad Abu Dhabi c'è una conseguenza in più, che il regolamento non tratta ma che la licenza porta con sé: i ricavi da affitto breve sono ricavi di un'attività, e devono essere coperti dalla licenza della società, dichiarati ai fini della Corporate Tax e, sopra 375.000 dirham l'anno di ricavi imponibili, circa 94.000 euro, registrati ai fini IVA. A Dubai il sistema esiste da anni con il permesso rilasciato dal DET, e la domanda vale per tutti e due gli emirati.
A chi si applica
A chi ha comprato un immobile ad Abu Dhabi, a Yas, Saadiyat, Reem o altrove, per metterlo a reddito con affitti brevi, in nome proprio o attraverso una società. A chi gestisce un portafoglio di case vacanza per conto di proprietari, e oggi lavora con licenze intestate a loro. A chi è inquilino ad Abu Dhabi e subaffitta a breve termine, che fino a ieri non aveva una via legale e ora ce l'ha, a condizione di avere l'autorizzazione del proprietario e una licenza propria. Non riguarda gli affitti annuali con contratto registrato, e non riguarda gli immobili a Dubai, dove il permesso per le case vacanza lo rilascia il DET con regole proprie.
Il rischio da non sottovalutare
Il rischio immediato è la rimozione dell'annuncio e la sanzione del DCT, ma non è quello che costa di più. Quello che costa di più arriva dopo: un immobile affittato a breve termine per due anni senza licenza ha prodotto ricavi che nessuna licenza copre. Se l'immobile è intestato a una società, quei ricavi sono di un'attività non autorizzata dalla licenza commerciale, e in un accertamento la domanda non è solo «hai pagato la Corporate Tax» ma «con quale titolo li hai incassati». Se l'immobile è intestato alla persona e i ricavi non sono mai stati inquadrati, il problema si sposta sulla residenza fiscale di chi li ha incassati, perché per chi è ancora residente in Italia sono redditi esteri da dichiarare. In più c'è la trappola dell'inquilino: la licenza per chi è in affitto richiede l'autorizzazione del proprietario, e un subaffitto breve fatto senza quell'autorizzazione resta una violazione del contratto di locazione, licenza o no.
Che cosa fare adesso
Due controlli, che si fanno in dieci minuti con l'annuncio aperto sul telefono. Il primo: nella pagina dell'annuncio su Airbnb, Booking o sulla piattaforma usata compare il numero di licenza DCT? Se non compare, o perché non c'è una licenza o perché nessuno l'ha inserita, la cosa da fare è la stessa: chiedere la licenza sul portale del DCT, o aggiornare l'annuncio, prima che sia la piattaforma a togliere la pagina. Il secondo: chi ha incassato i ricavi finora, e con quale titolo? Se è una società, si guarda la licenza commerciale e si controlla che l'attività di gestione di case vacanza sia fra quelle autorizzate; se è la persona, si guarda in quale Paese era residente fiscale negli anni in cui ha incassato. Chi gestisce immobili di altri prepara l'autorizzazione scritta del proprietario per ciascun immobile, perché è il documento che la nuova categoria di licenza richiede. E chi ha immobili anche a Dubai fa lo stesso controllo sul permesso DET, con l'annuncio davanti.
Fonti
https://gulfnews.com/business/property/abu-dhabi-holiday-homes-must-now-display-licence-numbers-on-online-listings-1.500675372https://www.thenationalnews.com/news/uae/2026/09/17/abu-dhabi-holiday-home-airbnb-new-rules/Questo aggiornamento riguarda la tua situazione?
Ogni norma vale poco finché non la si applica al caso concreto. Se hai una società negli Emirati o stai valutando il trasferimento, il modo più veloce per capire cosa cambia per te è parlarne direttamente.