Aggiornamenti Normativi UAE · 19 settembre 2026

Abu Dhabi, regolamento delle case vacanza aggiornato dal DCT: possono ottenere la licenza anche inquilini e delegati del proprietario, e ogni annuncio online deve riportare il numero di licenza. Chi affitta a breve termine senza licenza è individuabile dall'annuncio

Il regolamento precedente era del 2020 e riservava la licenza ai proprietari. Il DCT ha annunciato l'aggiornamento il 15 settembre, all'Arabian Travel Market, e la stampa lo ha ripreso nei giorni successivi: il testo va letto sul portale del Dipartimento. Riguarda chi ha comprato a Yas, Saadiyat o Reem per metterlo a reddito, e chi gestisce immobili di altri. A Dubai il permesso lo rilascia da anni il DET, e la domanda su come inquadrare quei ricavi vale per entrambi gli emirati.

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Aggiornamento del19 settembre 2026
Tipo di attoRegolamento
AreaReal estate
Rilevanza4/5
PrioritàMedia

Notizia giornalistica — conferma ufficiale consigliata

Che cosa è successo

Il Department of Culture and Tourism di Abu Dhabi, il DCT, che è l'ente dell'emirato che rilascia le licenze turistiche, ha annunciato il 15 settembre 2026 l'aggiornamento del regolamento sulle case vacanza in vigore dal 2020. Gulf News e The National lo hanno riportato fra il 15 e il 17 settembre; i dettagli che seguono vengono da quegli articoli e vanno confrontati con il testo pubblicato sul portale del Dipartimento prima di prendere decisioni. Le novità sono due. La prima allarga chi può chiedere la licenza di operatore: prima solo il proprietario; ora il proprietario singolo, i comproprietari, le società, gli inquilini e le persone autorizzate dal proprietario, alle condizioni che il DCT fissa per ciascuna categoria. La seconda riguarda gli annunci: nessuna casa vacanza può essere pubblicata su siti o piattaforme digitali senza una licenza valida, e il numero di licenza deve comparire nella pagina dell'annuncio. Il regolamento aggiornato riordina in un solo testo i requisiti di idoneità dell'immobile, la procedura di licenza, gli obblighi di gestione, le ispezioni e le sanzioni, con tempi di approvazione dichiarati più corti e una piattaforma digitale rinnovata. Il DCT ha dato anche i numeri del 2025: 4.771 unità idonee, in crescita del 77% sul 2024, 335.000 ospiti, tariffa media di 1.887 dirham a notte, circa 470 euro.

Che cosa cambia in pratica

Il cambiamento va in due direzioni. Da una parte si apre una strada che prima non c'era: chi è in affitto ad Abu Dhabi e vuole subaffittare a breve termine può farlo legalmente, con una licenza propria e l'autorizzazione scritta del proprietario, e chi gestisce immobili di altri può operare come delegato invece di far intestare tutto al proprietario. Dall'altra si chiude la zona grigia degli annunci: fino a ieri un immobile senza licenza su Airbnb era una violazione che qualcuno doveva andare a cercare; da oggi la mancanza del numero di licenza nella pagina è visibile a chiunque, DCT compreso, e le piattaforme hanno un criterio semplice per togliere l'annuncio. Cioè il controllo si sposta dall'ispezione all'annuncio. Per chi ha una società negli Emirati e mette a reddito immobili ad Abu Dhabi c'è una conseguenza in più, che il regolamento non tratta ma che la licenza porta con sé: i ricavi da affitto breve sono ricavi di un'attività, e devono essere coperti dalla licenza della società, dichiarati ai fini della Corporate Tax e, sopra 375.000 dirham l'anno di ricavi imponibili, circa 94.000 euro, registrati ai fini IVA. A Dubai il sistema esiste da anni con il permesso rilasciato dal DET, e la domanda vale per tutti e due gli emirati.

A chi si applica

A chi ha comprato un immobile ad Abu Dhabi, a Yas, Saadiyat, Reem o altrove, per metterlo a reddito con affitti brevi, in nome proprio o attraverso una società. A chi gestisce un portafoglio di case vacanza per conto di proprietari, e oggi lavora con licenze intestate a loro. A chi è inquilino ad Abu Dhabi e subaffitta a breve termine, che fino a ieri non aveva una via legale e ora ce l'ha, a condizione di avere l'autorizzazione del proprietario e una licenza propria. Non riguarda gli affitti annuali con contratto registrato, e non riguarda gli immobili a Dubai, dove il permesso per le case vacanza lo rilascia il DET con regole proprie.

Il rischio da non sottovalutare

Il rischio immediato è la rimozione dell'annuncio e la sanzione del DCT, ma non è quello che costa di più. Quello che costa di più arriva dopo: un immobile affittato a breve termine per due anni senza licenza ha prodotto ricavi che nessuna licenza copre. Se l'immobile è intestato a una società, quei ricavi sono di un'attività non autorizzata dalla licenza commerciale, e in un accertamento la domanda non è solo «hai pagato la Corporate Tax» ma «con quale titolo li hai incassati». Se l'immobile è intestato alla persona e i ricavi non sono mai stati inquadrati, il problema si sposta sulla residenza fiscale di chi li ha incassati, perché per chi è ancora residente in Italia sono redditi esteri da dichiarare. In più c'è la trappola dell'inquilino: la licenza per chi è in affitto richiede l'autorizzazione del proprietario, e un subaffitto breve fatto senza quell'autorizzazione resta una violazione del contratto di locazione, licenza o no.

Che cosa fare adesso

Due controlli, che si fanno in dieci minuti con l'annuncio aperto sul telefono. Il primo: nella pagina dell'annuncio su Airbnb, Booking o sulla piattaforma usata compare il numero di licenza DCT? Se non compare, o perché non c'è una licenza o perché nessuno l'ha inserita, la cosa da fare è la stessa: chiedere la licenza sul portale del DCT, o aggiornare l'annuncio, prima che sia la piattaforma a togliere la pagina. Il secondo: chi ha incassato i ricavi finora, e con quale titolo? Se è una società, si guarda la licenza commerciale e si controlla che l'attività di gestione di case vacanza sia fra quelle autorizzate; se è la persona, si guarda in quale Paese era residente fiscale negli anni in cui ha incassato. Chi gestisce immobili di altri prepara l'autorizzazione scritta del proprietario per ciascun immobile, perché è il documento che la nuova categoria di licenza richiede. E chi ha immobili anche a Dubai fa lo stesso controllo sul permesso DET, con l'annuncio davanti.

Questo aggiornamento riguarda la tua situazione?

Ogni norma vale poco finché non la si applica al caso concreto. Se hai una società negli Emirati o stai valutando il trasferimento, il modo più veloce per capire cosa cambia per te è parlarne direttamente.

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