Fonte ufficiale confermata
Che cosa è successo
Il 17 settembre 2026 il Ministero delle Finanze degli Emirati ha annunciato la seconda emissione del Sovereign Retail T-Sukuk Programme, il programma con cui lo Stato federale vende titoli di debito in dirham direttamente ai privati. I Sukuk sono l'equivalente islamico delle obbligazioni: il sottoscrittore non incassa un interesse ma un profitto periodico, che per chi li compra funziona allo stesso modo. Questa seconda emissione dura cinque anni, si sottoscrive a partire da 1.000 dirham, circa 250 euro, ed è garantita dal governo federale. Il tasso viene comunicato il 22 settembre. Possono sottoscrivere i cittadini e i residenti negli Emirati, attraverso la piattaforma eIPO del Dubai Financial Market, l'app iVestor, l'app del DFM o i canali digitali delle banche collocatrici: Emirates NBD come capofila, poi Emirates Islamic, ADIB, Ajman Bank, Mashreq, ADCB e FAB. Dopo l'assegnazione i titoli vengono quotati sul Nasdaq Dubai, quindi si possono rivendere prima della scadenza. La prima emissione, aperta a giugno, durava due anni, pagava il 4,30% l'anno con cedola semestrale, ed è stata quotata il 2 luglio: era partita con un obiettivo di 50 milioni di dirham, circa 12,5 milioni di euro, ha raccolto ordini per 445 milioni e il Ministero l'ha raddoppiata a 100 milioni.
Che cosa cambia in pratica
Chi vive negli Emirati e tiene liquidità in dirham ferma sul conto ha da oggi un titolo di Stato con taglio minimo basso, durata lunga e mercato secondario. Fino a giugno i T-Sukuk federali si compravano solo con tagli istituzionali, fuori dalla portata di un privato; la prima emissione per i privati, a due anni, è di giugno. Il punto che il comunicato non tratta è fiscale, e riguarda gli italiani: negli Emirati non esiste un'imposta sul reddito delle persone fisiche, quindi la cedola arriva netta. In Italia invece il profitto di un titolo estero è un reddito di capitale, e un titolo tenuto all'estero va indicato nel quadro RW della dichiarazione dei redditi. La differenza fra i due trattamenti non la decide il titolo: la decide la residenza fiscale di chi lo compra nell'anno in cui incassa la cedola.
A chi si applica
A chi ha la residenza negli Emirati e liquidità in dirham, sul conto personale, che non serve nei prossimi cinque anni. La sottoscrizione è riservata alle persone fisiche cittadine o residenti: chi ha una società negli Emirati ma vive altrove non rientra fra i sottoscrittori ammessi dal programma. E riguarda in modo particolare chi si è trasferito da poco: chi ha ancora la residenza anagrafica in Italia, non è iscritto all'AIRE, o ha lasciato l'Italia nella seconda metà dell'anno, per il fisco italiano è ancora residente in Italia per tutto il 2026, e su questa cedola dichiara come se vivesse a Milano.
Il rischio da non sottovalutare
Il rischio non sta nel titolo, che è un debito dello Stato federale. Sta nel sottoscriverlo convinto che «a Dubai non si paga niente» mentre per il fisco italiano si è ancora residenti in Italia. In quel caso la cedola incassata negli Emirati è un reddito omesso in Italia, e il titolo stesso è un'attività estera non dichiarata nel quadro RW: due violazioni distinte, ciascuna con la sua sanzione, su un investimento che può valere poche migliaia di euro. Il secondo rischio è l'ordine dei passaggi: chi sta trasferendo la residenza e sottoscrive nel 2026 pensando di essere già fuori dall'Italia, ma matura i requisiti solo dal 2027, si porta dietro una cedola da dichiarare per l'anno in cui era ancora residente.
Che cosa fare adesso
Sono tre controlli, prima di aprire l'app della banca il 22 settembre. Il primo: verificare in quale Paese si è residenti fiscali per il 2026, che vuol dire contare i giorni passati in Italia dal 1° gennaio e controllare lo stato dell'iscrizione all'AIRE; chi supera i 183 giorni in Italia nell'anno, o ha ancora lì la residenza anagrafica, dichiara in Italia. Il secondo: se si è residenti in Italia, stimare prima quanto resta della cedola dopo l'imposta italiana e segnarsi che il titolo va nel quadro RW da subito, non alla scadenza. Il terzo, per chi è residente negli Emirati a tutti gli effetti: confrontare il tasso che verrà annunciato il 22 con quello dei depositi a termine della propria banca, che dopo il rialzo del tasso base al 3,90% del 17 settembre ogni banca può aver ritoccato, tenendo conto che il deposito si smobilizza a scadenza mentre il Sukuk si rivende sul mercato, al prezzo del giorno.
Fonti
https://www.wam.ae/en/article/c2ajejd-ministry-finance-announces-second-issuance-underhttps://mof.gov.ae/en/public-finance/public-debt/retail-t-sukuk/https://gulfnews.com/business/banking/uae-residents-get-a-new-five-year-investment-option-after-strong-first-sukuk-1.500677762Questo aggiornamento riguarda la tua situazione?
Ogni norma vale poco finché non la si applica al caso concreto. Se hai una società negli Emirati o stai valutando il trasferimento, il modo più veloce per capire cosa cambia per te è parlarne direttamente.