Aggiornamenti Normativi UAE · 17 settembre 2026

Decree-Law 6/2025: il periodo transitorio è scaduto il 16 settembre 2026 e al 17 settembre non risulta pubblicata alcuna proroga. Il perimetro delle attività finanziarie riservate alla licenza della Banca Centrale è pienamente in vigore

Il Federal Decree-Law n. 6 del 2025 aveva concesso un anno a chi già operava. La Banca Centrale poteva prorogarlo e fino a stamattina non lo ha fatto: né il suo Rulebook né la stampa riportano una decisione in tal senso. Le sanzioni vanno da 50.000 dirham a 500 milioni, i dirigenti rispondono in proprio, e la prima a chiederne conto non sarà la Banca Centrale ma la banca del cliente, al prossimo aggiornamento del KYC.

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Aggiornamento del17 settembre 2026
Tipo di attoDecreto-legge federale
AreaBanking / AML
Rilevanza4/5
PrioritàAlta

Fonte ufficiale confermata

Che cosa è successo

Il Federal Decree-Law n. 6 del 2025, la nuova legge sulla Banca Centrale degli Emirati pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 15 settembre 2025, aveva concesso all'articolo 184 un anno di tempo a chi già svolgeva un'attività finanziaria per mettersi in regola. Quell'anno è finito il 16 settembre 2026 (il 15, secondo il conteggio dello studio Hadef & Partners). La legge dà al consiglio della Banca Centrale la facoltà di prorogare il termine, e per settimane il mercato ha dato per scontato che lo avrebbe fatto. Alla mattina del 17 settembre non è così: il Rulebook ufficiale della Banca Centrale non riporta alcuna proroga e nessuna testata ne dà notizia. Ne avevamo scritto il 31 agosto, quando mancavano sedici giorni; oggi il fatto nuovo è che il termine è passato e la regola è in vigore per intero, senza bisogno di alcun provvedimento ulteriore.

Che cosa cambia in pratica

Fino a ieri un'attività al confine del perimetro poteva dirsi «in transizione». Da oggi le posizioni ammesse sono tre: avere una licenza della Banca Centrale, oppure di DIFC o ADGM con comunicazione alla Banca Centrale; avere una domanda di licenza protocollata e in attesa di risposta; oppure aver sospeso l'attività riservata. Chi non sta in nessuna delle tre svolge un'attività non autorizzata. L'articolo 61 elenca le attività riservate: raccolta di depositi, credito, open finance, trasferimento di denaro, servizi di pagamento anche in valute virtuali, moneta elettronica e valore memorizzato, e la promozione di attività finanziarie autorizzate. L'articolo 62 aggiunge che la tecnologia usata non conta: un'app, una piattaforma o un protocollo che fanno una di quelle cose sono dentro il perimetro quanto uno sportello. L'articolo 132 chiarisce che i contratti già firmati non vengono toccati retroattivamente; è l'attività da oggi in poi che deve essere autorizzata.

A chi si applica

Non a chi ha una licenza cripto vera, di VARA, DIFC o ADGM: quelle strutture hanno un regolatore e un percorso. Il problema riguarda chi opera con una licenza commerciale generica di free zone o mainland e in pratica fa una cosa finanziaria: l'e-commerce con un wallet proprietario in cui i clienti caricano credito, il marketplace che trattiene i fondi dei venditori prima di girarli, la società che incassa per conto terzi, chi offre rateizzazioni ai clienti, chi converte cripto in modo sistematico, l'introducer o il promotore che porta clienti a prodotti finanziari altrui a provvigione, il broker assicurativo senza autorizzazione. Sono attività che molti italiani a Dubai svolgono con una licenza di «consulenza» o di «commercio generale», senza aver mai letto l'articolo 61.

Il rischio da non sottovalutare

Le sanzioni amministrative vanno da 50.000 dirham, circa 13.000 euro, a 500 milioni di dirham, circa 130 milioni di euro, con un minimo di 1 milione di dirham, circa 260.000 euro, per chi svolge o promuove attività riservate senza autorizzazione; i dirigenti rispondono in proprio e sono possibili conseguenze penali. Ma la sanzione non è il primo rischio. Il primo rischio è la banca: al prossimo aggiornamento del KYC può chiedere la licenza della Banca Centrale e, in sua assenza, chiudere il conto, e un conto chiuso ferma un'attività in una settimana. Il secondo rischio è di lettura: aspettare una proroga tardiva. Se arrivasse, andrebbe letta come una sospensione delle sanzioni, non come un via libera: il perimetro non cambia, cambia solo il tempo per entrarci.

Che cosa fare adesso

Oggi, non questa settimana: per ogni società con attività di pagamento, wallet, cripto o intermediazione scrivi accanto a ciascuna attività reale se rientra, non rientra o è da approfondire rispetto all'articolo 61. Per chi rientra e non ha licenza, la scelta è fra due documenti datati: la lettera con cui l'attività riservata viene sospesa, oppure la prova della domanda di licenza presentata. Un parere scritto sul perimetro, da mostrare alla banca quando arriva la richiesta, vale più di qualunque spiegazione a voce. Chi non rientra lo mette per iscritto lo stesso, con la data: davanti alla banca, la differenza fra chi ha verificato prima e chi ha verificato dopo si dimostra con un documento. E il Rulebook della Banca Centrale va controllato ogni giorno per una proroga tardiva, sapendo che non cambierebbe la lista.

Questo aggiornamento riguarda la tua situazione?

Ogni norma vale poco finché non la si applica al caso concreto. Se hai una società negli Emirati o stai valutando il trasferimento, il modo più veloce per capire cosa cambia per te è parlarne direttamente.

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