Aggiornamenti Normativi UAE · 15 settembre 2026

Sanzioni USA: il Tesoro designa VTB Bank per i rapporti con le banche iraniane, terza banca in tre settimane dopo Banque Misr UAE e Golden Global. Nessuna norma nuova negli Emirati, ma le banche di Dubai rileggono i clienti con controparti in Russia, Turchia, Egitto e Iran

Negli Emirati non cambia nessuna norma, e chi non ha rapporti con VTB non ha un nuovo obbligo. Cambia il ritmo: tre banche in diciotto giorni sotto Operation Economic Outcast, la campagna che il Tesoro ha aperto il 24 agosto, e questa settimana il Tesoro incontra le banche di tutto il mondo per indicare quali canali chiudere. La Banca Centrale degli Emirati ha già un esame urgente aperto sulle filiali di Banque Misr. Il rischio per chi ha una società a Dubai non è una sanzione diretta: è il conto fermo in attesa di una documentazione che la banca chiede senza preavviso.

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Aggiornamento del15 settembre 2026
Tipo di attoComunicato
AreaBanking / AML
Rilevanza4/5
PrioritàAlta

Fonte ufficiale confermata

Che cosa è successo

Il 14 settembre 2026 l'OFAC, l'ufficio del Tesoro americano che gestisce le sanzioni, ha designato VTB Bank, la seconda banca della Russia, per aver operato nel settore finanziario iraniano: negli ultimi tre anni ha aperto uffici a Teheran, ha acceso rapporti di corrispondenza con banche iraniane già sanzionate e ha costruito un sistema di regolamento in rial e rubli per far girare il commercio fra i due Paesi. VTB era già sanzionata dal 2022 per la guerra in Ucraina; da ieri lo è anche sotto il programma Iran, che è quello con le sanzioni secondarie più larghe. È la terza banca colpita in tre settimane dentro Operation Economic Outcast, la campagna che il segretario al Tesoro Bessent ha annunciato il 24 agosto: il 28 agosto la filiale emiratina di Banque Misr, con la proposta di tagliarla dai conti corrispondenti negli Stati Uniti; il 4 settembre la turca Golden Global Yatirim Bankasi; ieri VTB. Nel comunicato il Tesoro scrive che le banche estere che mantengono rapporti con VTB devono interromperli subito, e che questa settimana incontra le istituzioni finanziarie di tutto il mondo per indicare quali reti e quali canali chiudere.

Che cosa cambia in pratica

Negli Emirati non cambia nessuna norma: nessuna autorità emiratina ha pubblicato un divieto, e chi non ha rapporti con VTB o con le altre due banche non ha un adempimento nuovo da fare. Cambia il comportamento delle banche di Dubai e Abu Dhabi, ed è quello che tocca il cliente. Il 30 agosto la Banca Centrale degli Emirati ha aperto un esame urgente sulle filiali di Banque Misr e ha ricordato alle banche con licenza emiratina di non esporre il sistema finanziario a rischi reputazionali. Tradotto nella pratica dei compliance office: dopo tre designazioni in diciotto giorni, contro nessuna nei sei mesi precedenti, le banche stanno rileggendo i portafogli clienti cercando controparti in Russia, Iran, Turchia ed Egitto, pagamenti in rubli e bonifici passati da banche corrispondenti terze. Quando trovano un flusso che non capiscono chiedono i documenti, con un termine breve, e fermano il conto finché non arrivano. Non è una sanzione: è il modo in cui una banca si protegge da una sanzione secondaria, cioè dal rischio di perdere lei l'accesso ai dollari.

A chi si applica

A chi ha una società negli Emirati con clienti o fornitori in Russia, Iran, Turchia, Egitto o Iraq, e a chi riceve pagamenti da banche di quei Paesi, anche per merci che con l'Iran non hanno niente a che fare. Sono più italiani di quanto sembri: chi esporta macchinari o componenti in Turchia, chi compra oro o commodity, chi nel 2025 ha usato un conto turco o un pagamento in rubli per aggirare i blocchi europei sulla Russia. Chi ha rapporti diretti con VTB o con una sua controllata deve chiuderli adesso, senza aspettare la richiesta della banca. Chi non ha nessuna controparte in quei Paesi non deve fare niente per questa notizia.

Il rischio da non sottovalutare

Il rischio non è la sanzione americana, che colpisce le banche e non il cliente della banca. Il rischio è il conto congelato: la richiesta di documentazione arriva senza preavviso, spesso su un bonifico del 2025 di cui nessuno ricorda i dettagli, con un termine di risposta breve. Se la fattura, il contratto e la prova di consegna non si trovano, la banca non sblocca, e un flusso che resta senza spiegazione porta alla chiusura del rapporto e alla segnalazione. In quel momento si scopre che la società ha un solo conto operativo e che gli stipendi, i fornitori e la dichiarazione Corporate Tax del 30 settembre passano tutti da lì. La parte onesta: una società che ha ogni bonifico coperto da tre documenti risponde in un giorno e non perde niente. Il problema esiste solo per chi quei documenti non li ha, o li ha in una casella email di un anno fa.

Che cosa fare adesso

Primo, oggi: prendere l'estratto conto dal 1° gennaio 2025 e segnare ogni bonifico, in entrata o in uscita, con una controparte in Russia, Iran, Turchia, Egitto o Iraq, o passato da una banca di quei Paesi. Secondo: per ciascuno di quei bonifici mettere in una cartella i tre documenti che la banca chiederà, cioè la fattura, il contratto o l'ordine firmato, e la prova di consegna o del servizio reso; dove ne manca uno, recuperarlo dal cliente o dal fornitore adesso, non quando la banca ha già fermato il conto. Terzo: se esiste un rapporto, anche indiretto, con VTB o con una sua controllata, chiuderlo e conservare la prova della chiusura con la data. Infine, per chi lavora stabilmente con quei Paesi: aprire un secondo conto operativo prima che serva, perché una richiesta di apertura in corso non è un canale alternativo.

Questo aggiornamento riguarda la tua situazione?

Ogni norma vale poco finché non la si applica al caso concreto. Se hai una società negli Emirati o stai valutando il trasferimento, il modo più veloce per capire cosa cambia per te è parlarne direttamente.

Consulenza con Roberto ManziChiamata conoscitiva gratuita · 30 min