Fonte ufficiale confermata
Che cosa è successo
Il 4 settembre 2026 la Federal Tax Authority ha pubblicato la Public Clarification VATP046, dieci pagine bilingui che mettono insieme le modifiche al Federal Decree-Law 8/2017, la legge IVA degli Emirati, introdotte da due decreti: il Decree-Law 16/2024, in vigore dal 30 ottobre 2024, e il Decree-Law 16/2025, in vigore dal 1° gennaio 2026. Una Public Clarification non è una norma nuova: è il documento con cui l'autorità dice come leggerà la legge quando fa una verifica, e per chi ha una società conta quanto la legge stessa, perché è quello che l'ispettore avrà sul tavolo. Gli articoli toccati sono l'1 sulle definizioni, il 48 sul reverse charge, il 55 sul recupero dell'IVA pagata sugli acquisti, il 65 sulla fattura, il 70 sulla nota di credito, il 74 sull'eccedenza a credito, il 76 sulle sanzioni, più il nuovo articolo 54-bis. Il termine di cinque anni per chiedere il rimborso del credito IVA lo abbiamo già raccontato nella giornata del 1° settembre, e la clarification lo conferma con un esempio: un credito nato nel periodo chiuso il 31 gennaio 2026 va chiesto entro il 31 gennaio 2031. Sui crediti più vecchi il documento non dice nulla di esplicito, quindi per quelli resta quanto scritto in quell'articolo. Qui ci concentriamo sugli altri due punti, che sono quelli che nessuno aveva ancora messo per iscritto in questa forma.
Che cosa cambia in pratica
Primo punto, l'articolo 54-bis. La FTA può negare la detrazione dell'IVA pagata su un acquisto quando quella fornitura, o la catena di forniture in cui si inserisce, è collegata a un'evasione, e chi ha comprato sapeva o avrebbe dovuto sapere. Fin qui è la regola in vigore dal 1° gennaio 2026. La novità della clarification è la frase che segue: si presume che il compratore avrebbe dovuto sapere se non ha controllato la validità del fornitore secondo la FTA Decision 13/2026, la stessa decisione che dal 1° ottobre 2026 subordina la detrazione al controllo preventivo del fornitore. Prima l'onere di dimostrare che sapevi stava sull'autorità; dal 1° ottobre, se il controllo non c'è, la presunzione è contro di te e sei tu a dover dimostrare il contrario. Secondo punto, l'articolo 1. I dipendenti di una società estera che lavorano in modo regolare dai locali di un cliente negli Emirati creano una fixed establishment, cioè una stabile organizzazione ai fini IVA: la società smette di essere «non residente» per l'imposta, e da quel momento le regole sono quelle di un'impresa del posto, a partire dall'obbligo di registrarsi quando le operazioni imponibili superano 375.000 dirham l'anno, circa 95.000 euro. Prima una società italiana che mandava personale a Dubai da un cliente poteva restare fuori dal sistema IVA emiratino, con il cliente che assolveva l'imposta in reverse charge. Terzo punto, la fattura elettronica: quando il sistema di e-invoicing la richiede, l'IVA sull'acquisto si recupera solo conservando la fattura in quel formato, e la mancata emissione della fattura o della nota di credito elettronica rientra fra le violazioni sanzionate dall'articolo 76. Tra l'altro il reverse charge si alleggerisce: dal 1° gennaio 2026 chi importa beni o servizi non deve più emettere l'autofattura a sé stesso.
A chi si applica
Tutte le società registrate ai fini IVA negli Emirati. La presunzione dell'articolo 54-bis pesa di più su chi compra molto da fornitori locali, in particolare trading, distribuzione ed e-commerce, dove i fornitori cambiano spesso e nessuno li ha mai guardati uno per uno. La stabile organizzazione dell'articolo 1 riguarda le società italiane, o comunque estere, che hanno dipendenti operativi a Dubai o Abu Dhabi presso un cliente: cantieri, progetti di ingegneria, consulenza informatica, installazioni, assistenza tecnica di lungo periodo. La parte sull'e-invoicing riguarda chi entra nel perimetro della fattura elettronica, che dal 1° luglio 2027 sarà obbligatoria per tutte le società.
Il rischio da non sottovalutare
Il rischio più concreto non è la sanzione: è la detrazione persa su acquisti veri, pagati, con la fattura in mano. Se un fornitore risulta poi non valido e tu non hai una traccia del controllo fatto prima di comprare, la FTA non deve dimostrare niente: parte dal presupposto che avresti dovuto saperlo, e la fattura da sola non ti difende. Per chi ha centinaia di fornitori l'esposizione si somma. Sulla stabile organizzazione il rischio è di segno diverso: una società italiana può trovarsi soggetto IVA negli Emirati senza averlo deciso, e scoprirlo quando l'autorità le chiede la registrazione arretrata con le sanzioni per il ritardo. C'è però una parte onesta da dire: la clarification non allarga la legge, la spiega. Chi ha già impostato il controllo dei fornitori per il 1° ottobre e chi ha dipendenti a Dubai con una posizione IVA già chiara non deve rifare nulla.
Che cosa fare adesso
Prima cosa, entro il 30 settembre: estrarre dalla contabilità l'elenco dei fornitori attivi con il loro numero di registrazione IVA e controllarli uno per uno sul portale della FTA, conservando la schermata con la data. Da ottobre quel controllo va fatto prima di ogni acquisto da un fornitore nuovo, e l'archivio delle schermate è la prova che rovescia la presunzione. Seconda cosa, per chi ha una società italiana con personale negli Emirati: prendere i contratti di quei dipendenti e i contratti con i clienti, segnare da quando lavorano dai locali del cliente e con quale continuità, e calcolare se le operazioni imponibili superano i 375.000 dirham l'anno; se sì, la registrazione IVA negli Emirati va valutata adesso, non quando arriva la lettera. Terza cosa, per tutti: aprire l'ultima dichiarazione IVA, leggere il saldo a credito e segnare in scadenzario la fine del quinto anno dal periodo in cui è nato.
Fonti
https://tax.gov.ae//Datafolder/Files/Guides/VAT/PublicClarifications/VATP046%20-%20Amendments%20to%20VAT%20Decree-Law%20-%2009%202026.pdfhttps://tax.gov.ae/en/taxes/Vat/guides.references.aspxQuesto aggiornamento riguarda la tua situazione?
Ogni norma vale poco finché non la si applica al caso concreto. Se hai una società negli Emirati o stai valutando il trasferimento, il modo più veloce per capire cosa cambia per te è parlarne direttamente.
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