Fonte ufficiale confermata
Che cosa è successo
La Federal Tax Authority ha pubblicato ad agosto 2026 una public clarification — cioè un documento con cui l'autorità fissa per tutti la propria interpretazione di una norma — sugli obblighi di indicazione e documentazione delle rettifiche di transfer pricing in dichiarazione Corporate Tax. Il punto che cambia le cose è la rettifica in diminuzione, cioè la correzione che abbassa il reddito imponibile perché il prezzo applicato a un'operazione infragruppo era più alto del valore di libera concorrenza. Prima di questa clarification la rettifica in diminuzione passava da un'approvazione preventiva della FTA. Adesso non serve più: il contribuente la autovaluta e la indica in dichiarazione. La ragione dichiarata è la semplificazione del procedimento, in linea con l'impianto di autoliquidazione su cui la Corporate Tax emiratina è costruita fin dall'inizio.
Che cosa cambia in pratica
Si passa da un regime autorizzativo a uno di autovalutazione documentata, e la differenza si sente in due momenti opposti. Prima: non c'è più da attendere un'istruttoria, quindi la rettifica entra nella dichiarazione del 30 settembre 2026 senza dipendere dai tempi dell'autorità. Dopo: non c'è più nessuno che ti dica in anticipo che il valore è corretto. L'approvazione preventiva funzionava anche come scudo, e quello scudo è caduto. La correttezza della rettifica si discute in sede di controllo, sulla base della documentazione che il contribuente ha messo da parte quando ha fatto la rettifica — non di quella che ricostruisce due anni dopo.
A chi si applica
Ogni società emiratina che ha operazioni con parti correlate: gruppi con più società, holding e controllate, e soprattutto la configurazione più diffusa fra gli imprenditori italiani, cioè la società di Dubai e la società italiana intestate alla stessa persona che si fatturano fra loro servizi, royalty o finanziamenti. In quel rapporto il valore di libera concorrenza non è un dettaglio formale: è il perno su cui si regge la struttura, ed è il primo punto che vengono a guardare sia la FTA sia l'Agenzia delle Entrate.
Il rischio da non sottovalutare
Il rischio è di leggere la notizia solo come una semplificazione e chiudere lì. Una rettifica in diminuzione senza documentazione a supporto viene contestata in verifica, con recupero d'imposta e sanzione, e il contribuente si trova a dover dimostrare a posteriori un valore che nessuno gli aveva confermato. C'è poi un rischio che sta dall'altro lato del confine: la stessa operazione la guarda anche l'amministrazione italiana, e una rettifica che abbassa l'imponibile emiratino sposta materia imponibile in un modo che va retto con lo stesso documento davanti a due autorità diverse.
Che cosa fare adesso
Fai la lista delle operazioni che nell'esercizio 2025 sono passate fra società riconducibili a te — fatture di servizi, royalty, finanziamenti soci, riaddebiti — e per ognuna scrivi su che base è stato fissato il prezzo. Se per una di quelle operazioni la risposta è che il prezzo è stato deciso senza un confronto con operazioni fra terzi, quella è la voce da sistemare prima del 30 settembre 2026, che è il termine per la dichiarazione Corporate Tax degli esercizi chiusi il 31 dicembre 2025. La documentazione va costruita adesso e datata adesso: costruirla in sede di verifica costa molto di più e convince molto meno.
Fonti
https://tax.gov.ae/en/taxes/corporate.tax/corporate.tax.guides.references.aspxhttps://tax.gov.ae/en/taxes/corporate.tax.aspxQuesto aggiornamento riguarda la tua situazione?
Ogni norma vale poco finché non la si applica al caso concreto. Se hai una società negli Emirati o stai valutando il trasferimento, il modo più veloce per capire cosa cambia per te è parlarne direttamente.
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