Aggiornamenti Normativi UAE · 31 agosto 2026

Cripto, stablecoin e DeFi sotto la banca centrale: il 16 settembre 2026 scade il periodo transitorio del Federal Decree-Law n. 6 del 2025

Il Federal Decree-Law n. 6 del 2025 è in Gazzetta Ufficiale dal 15 settembre 2025 e ha concesso un anno di tempo a chi già operava. Quell'anno finisce fra sedici giorni. Molti italiani che hanno aperto a Dubai fra il 2023 e il 2025 hanno costruito la struttura sulla licenza VARA di Dubai o sul regolamento della propria free zone, e non hanno mai controllato se il decreto federale li riguarda. Le istanze di licenza hanno tempi di decisione dichiarati in sessanta giorni: chi la presenta oggi non ottiene una risposta prima della scadenza.

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Aggiornamento del31 agosto 2026
Tipo di attoDecreto-legge federale
AreaBanking / AML
Rilevanza5/5
PrioritàAlta

Fonte ufficiale confermata

Che cosa è successo

Il Federal Decree-Law n. 6 del 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 settembre 2025, ha riscritto la legge sulla banca centrale degli Emirati e ha allargato il perimetro di vigilanza della CBUAE. Prima del decreto, chi trattava attività digitali rispondeva a un'autorità locale — la VARA per l'emirato di Dubai, l'ADGM o il DIFC per le proprie zone — e chi si considerava fornitore di sola tecnologia non rispondeva a nessuno. Il decreto federale si sovrappone a quelle competenze e porta la materia sotto un'unica vigilanza nazionale. Il regolatore ha motivato l'intervento con la tenuta del sistema dei pagamenti e con gli impegni antiriciclaggio degli Emirati, che sono sotto valutazione reciproca del GAFI. A chi già operava alla data di pubblicazione è stato concesso un periodo transitorio di un anno per mettersi in regola: quel periodo si chiude il 16 settembre 2026. La banca centrale ha la facoltà di prorogarlo, e alla data di oggi non ha annunciato nessuna proroga.

Che cosa cambia in pratica

Dal 17 settembre 2026 chi svolge un'attività che ricade nel perimetro deve trovarsi in una di tre posizioni: avere una licenza rilasciata dalla banca centrale, operare appoggiandosi a un soggetto già licenziato, oppure aver cessato quell'attività. Non esiste una quarta possibilità, e non esiste la posizione di chi aspetta l'esito di un'istanza: le domande di licenza hanno un tempo di decisione dichiarato di sessanta giorni, quindi chi presenta l'istanza oggi arriva alla scadenza senza risposta. Il che sposta la decisione utile: nelle prossime due settimane non si ottiene una licenza, si stabilisce se serve e ci si mette nella posizione difendibile.

A chi si applica

Il decreto elenca le attività che finiscono sotto la vigilanza della banca centrale, e sono più di quante il mercato si aspettasse. Sono sei famiglie. Uno: le attività virtuali, cioè la negoziazione, la custodia e il trasferimento di cripto-attività per conto terzi. Due: le stablecoin, comprese quelle usate solo come mezzo di incasso. Tre: gli asset del mondo reale tokenizzati, quindi immobili, crediti e quote rappresentati da un token. Quattro: i protocolli di finanza decentralizzata — la DeFi, cioè i servizi finanziari che funzionano su codice invece che su un intermediario — e gli exchange decentralizzati. Cinque: i wallet e i bridge, cioè i portafogli e i ponti che spostano valore da una blockchain all'altra. Sei: l'infrastruttura blockchain che fa da supporto tecnico a chi svolge le attività precedenti. È l'ultima voce quella che coglie di sorpresa: chi fornisce solo la tecnologia a un operatore terzo si è sempre considerato fuori dal perimetro finanziario, e il decreto lo nomina espressamente.

Il rischio da non sottovalutare

Il massimo edittale delle sanzioni amministrative arriva a 1 miliardo di dirham, circa 260 milioni di euro, ed è una cifra che non descrive quello che succede davvero. Quello che succede davvero è la perdita della licenza operativa e la chiusura dei rapporti bancari, che arriva prima di qualunque sanzione. Le banche emiratine stanno già chiedendo ai clienti del settore l'evidenza dello stato di licenza, e un conto sospeso ferma un'attività in una settimana. Il secondo rischio è di lettura: la domanda che quasi tutti si fanno è «ho la licenza», mentre la domanda che decide è «l'attività che faccio davvero rientra nel perimetro del decreto». Sono due domande diverse, e chi risponde solo alla prima resta scoperto sulla seconda.

Che cosa fare adesso

Prendi la licenza commerciale della tua società emiratina e leggi le attività che ci sono scritte sopra, poi scrivi accanto che cosa la società fa davvero: incassa in stablecoin per conto di clienti, custodisce chiavi, gestisce un wallet, fornisce codice a un protocollo terzo. Se le due liste non coincidono, il problema è già lì e non nasce il 17 settembre. Se una delle attività reali rientra in una delle sei famiglie, verifica per iscritto se c'è un soggetto licenziato a cui appoggiarsi — è la strada che si percorre in sedici giorni, mentre una licenza propria non lo è. E metti per iscritto la data in cui hai fatto la verifica: davanti alla banca, la differenza fra chi si è mosso prima della scadenza e chi si è mosso dopo si dimostra con un documento datato.

Questo aggiornamento riguarda la tua situazione?

Ogni norma vale poco finché non la si applica al caso concreto. Se hai una società negli Emirati o stai valutando il trasferimento, il modo più veloce per capire cosa cambia per te è parlarne direttamente.

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