Fonte ufficiale confermata
Che cosa è successo
Il Ministero delle Finanze degli Emirati ha emanato la decisione ministeriale n. 133 del 2026, che individua i soggetti tenuti a presentare il Pillar Two Information Return alla Federal Tax Authority. Il Pillar Two è il regime di imposizione minima globale al 15% concordato in sede OCSE e recepito negli Emirati con la decisione del Consiglio dei ministri n. 142 del 2024; il Pillar Two Information Return è la dichiarazione informativa con cui quel regime viene rendicontato. Secondo la decisione sono obbligati: ogni constituent entity — cioè ogni entità che fa parte del gruppo nel perimetro — situata negli Emirati, escluse le investment entity; ogni joint venture e relativa controllata situata negli Emirati; ogni stateless constituent entity che sia una reverse hybrid entity costituita secondo il diritto emiratino.
Che cosa cambia in pratica
Non viene introdotta alcuna imposta nuova e non cambiano le soglie: cambia la certezza su chi firma la dichiarazione. Prima l'obbligo era stabilito in via generale dal regime; adesso è scritto quale entità del gruppo lo assolve. Le regole si applicano agli esercizi che iniziano dal 1° gennaio 2025, quindi il primo esercizio interessato per un gruppo con esercizio solare è quello chiuso il 31 dicembre 2025. È l'ultimo tassello dopo l'apertura della registrazione al regime su EmaraTax: prima ci si registra, poi si dichiara.
A chi si applica
Alle entità emiratine che appartengono a gruppi multinazionali sopra la soglia GloBE, cioè gruppi con ricavi consolidati superiori a 750 milioni di euro in almeno due dei quattro esercizi precedenti. È una soglia che esclude la larghissima maggioranza degli imprenditori italiani negli Emirati. Riguarda invece chi ha una società emiratina dentro un gruppo industriale italiano o europeo di dimensioni rilevanti, e chi partecipa a joint venture emiratine di gruppi esteri.
Il rischio da non sottovalutare
Il rischio tipico è dare per scontato che l'adempimento sia della capogruppo estera e che l'entità emiratina non debba fare nulla. La decisione dice il contrario: l'obbligo può ricadere sull'entità situata negli Emirati anche quando la controllante è altrove. In un gruppo con più entità emiratine, il rischio speculare è che ciascuna pensi che ci abbia già pensato un'altra.
Che cosa fare adesso
Chi ha una società emiratina con controllante estera deve recuperare due dati dal bilancio consolidato della capogruppo: i ricavi consolidati degli ultimi quattro esercizi, per capire se il gruppo supera la soglia dei 750 milioni di euro, e la data di chiusura del primo esercizio nel perimetro. Se il gruppo è sopra soglia, va poi mappata ogni entità emiratina — comprese joint venture e controllate di joint venture — e va stabilito per iscritto, con i consulenti della capogruppo, chi presenta la dichiarazione e chi la firma. È una decisione da prendere adesso, non alla scadenza.
Fonti
https://mof.gov.ae/en/https://gulfnews.com/business/corporate-tax/uae-sets-new-tax-reporting-rules-for-multinational-companies-1.500652772Questo aggiornamento riguarda la tua situazione?
Ogni norma vale poco finché non la si applica al caso concreto. Se hai una società negli Emirati o stai valutando il trasferimento, il modo più veloce per capire cosa cambia per te è parlarne direttamente.
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