Aggiornamenti Normativi UAE · 27 agosto 2026

Decisione ministeriale n. 133 del 2026: chi deve presentare il Pillar Two Information Return negli Emirati

La decisione ministeriale n. 133 del 2026 individua i soggetti tenuti a presentare il Pillar Two Information Return alla Federal Tax Authority. Non introduce una nuova imposta: dice chi ha l'onere della dichiarazione dentro un regime già esistente, per gli esercizi che iniziano dal 1° gennaio 2025.

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Aggiornamento del27 agosto 2026
Tipo di attoDecisione ministeriale
AreaCorporate Tax / fiscalità internazionale
Rilevanza3/5
PrioritàMedia

Fonte ufficiale confermata

Che cosa è successo

Il Ministero delle Finanze degli Emirati ha emanato la decisione ministeriale n. 133 del 2026, che individua i soggetti tenuti a presentare il Pillar Two Information Return alla Federal Tax Authority. Il Pillar Two è il regime di imposizione minima globale al 15% concordato in sede OCSE e recepito negli Emirati con la decisione del Consiglio dei ministri n. 142 del 2024; il Pillar Two Information Return è la dichiarazione informativa con cui quel regime viene rendicontato. Secondo la decisione sono obbligati: ogni constituent entity — cioè ogni entità che fa parte del gruppo nel perimetro — situata negli Emirati, escluse le investment entity; ogni joint venture e relativa controllata situata negli Emirati; ogni stateless constituent entity che sia una reverse hybrid entity costituita secondo il diritto emiratino.

Che cosa cambia in pratica

Non viene introdotta alcuna imposta nuova e non cambiano le soglie: cambia la certezza su chi firma la dichiarazione. Prima l'obbligo era stabilito in via generale dal regime; adesso è scritto quale entità del gruppo lo assolve. Le regole si applicano agli esercizi che iniziano dal 1° gennaio 2025, quindi il primo esercizio interessato per un gruppo con esercizio solare è quello chiuso il 31 dicembre 2025. È l'ultimo tassello dopo l'apertura della registrazione al regime su EmaraTax: prima ci si registra, poi si dichiara.

A chi si applica

Alle entità emiratine che appartengono a gruppi multinazionali sopra la soglia GloBE, cioè gruppi con ricavi consolidati superiori a 750 milioni di euro in almeno due dei quattro esercizi precedenti. È una soglia che esclude la larghissima maggioranza degli imprenditori italiani negli Emirati. Riguarda invece chi ha una società emiratina dentro un gruppo industriale italiano o europeo di dimensioni rilevanti, e chi partecipa a joint venture emiratine di gruppi esteri.

Il rischio da non sottovalutare

Il rischio tipico è dare per scontato che l'adempimento sia della capogruppo estera e che l'entità emiratina non debba fare nulla. La decisione dice il contrario: l'obbligo può ricadere sull'entità situata negli Emirati anche quando la controllante è altrove. In un gruppo con più entità emiratine, il rischio speculare è che ciascuna pensi che ci abbia già pensato un'altra.

Che cosa fare adesso

Chi ha una società emiratina con controllante estera deve recuperare due dati dal bilancio consolidato della capogruppo: i ricavi consolidati degli ultimi quattro esercizi, per capire se il gruppo supera la soglia dei 750 milioni di euro, e la data di chiusura del primo esercizio nel perimetro. Se il gruppo è sopra soglia, va poi mappata ogni entità emiratina — comprese joint venture e controllate di joint venture — e va stabilito per iscritto, con i consulenti della capogruppo, chi presenta la dichiarazione e chi la firma. È una decisione da prendere adesso, non alla scadenza.

Questo aggiornamento riguarda la tua situazione?

Ogni norma vale poco finché non la si applica al caso concreto. Se hai una società negli Emirati o stai valutando il trasferimento, il modo più veloce per capire cosa cambia per te è parlarne direttamente.

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