Aggiornamenti Normativi UAE · 27 agosto 2026

Prezzo minimo di accisa sui liquidi per sigarette elettroniche: 1 dirham al millilitro dal 1° settembre 2026

La Federal Tax Authority ha fissato un valore minimo imponibile di 1 dirham per millilitro, circa 26 centesimi di euro, sui liquidi per sigarette elettroniche. Se il prezzo di vendita è più basso, l'imposta si calcola comunque sul minimo. L'aliquota resta al 100% e non viene toccata.

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Aggiornamento del27 agosto 2026
Tipo di attoDecisione
AreaAccise
Rilevanza4/5
PrioritàAlta

Fonte ufficiale confermata

Che cosa è successo

La Federal Tax Authority, l'autorità fiscale federale degli Emirati, ha annunciato il 6 agosto 2026 che dal 1° settembre 2026 l'accisa sui liquidi per dispositivi elettronici da fumo si calcola su un valore minimo di 1 dirham per millilitro, circa 26 centesimi di euro. L'accisa è l'imposta indiretta che negli Emirati colpisce tabacco, bevande zuccherate, energy drink e prodotti da svapo. L'aliquota resta al 100% del valore imponibile e non viene modificata: quello che cambia è la base su cui quella percentuale si applica. I prezzi minimi già in vigore per sigarette, tabacco da narghilè e prodotti da tabacco pronti all'uso restano invariati.

Che cosa cambia in pratica

Fino al 31 agosto 2026 l'accisa si calcola sul prezzo di vendita al dettaglio dichiarato. Dal 1° settembre 2026, quando quel prezzo è inferiore al minimo, l'imposta si calcola sul minimo. Un esempio con numeri reali: una bottiglia da 60 millilitri venduta a 40 dirham, circa 10 euro, viene tassata come se ne costasse 60, circa 15 euro. L'effetto si concentra sui prodotti di fascia bassa, quelli venduti sotto 1 dirham al millilitro; sui prodotti già sopra quella soglia il calcolo non cambia. Sul piano operativo va rivisto il calcolo dell'imposta nelle dichiarazioni di accisa e, dove il margine non regge, il listino.

A chi si applica

Alle società emiratine che importano, distribuiscono o rivendono liquidi per sigarette elettroniche, compresi gli operatori di commercio elettronico che vendono negli Emirati. È una nicchia: non riguarda la generalità degli imprenditori italiani con società a Dubai. Riguarda però in pieno chi ha una licenza di trading su questa categoria merceologica, e per quelle società incide sul margine a partire dalle vendite di settembre.

Il rischio da non sottovalutare

Il rischio concreto è continuare a liquidare l'accisa sul prezzo reale invece che sul minimo, con una differenza d'imposta che si accumula fattura dopo fattura e che emerge in sede di controllo insieme alle sanzioni. Il contesto di controllo non è teorico: nei primi sei mesi del 2026 la Federal Tax Authority ha condotto circa 103.680 visite ispettive, il 21% in più dello stesso periodo del 2025, con 174 milioni di dirham — circa 45 milioni di euro — fra imposte e sanzioni collegati a 8,5 milioni di prodotti soggetti ad accisa non conformi sequestrati. I beni ad accisa sono esattamente l'ambito su cui quelle ispezioni si concentrano.

Che cosa fare adesso

Chi opera nel settore ha pochi giorni: prima del 1° settembre 2026 va estratto l'elenco dei codici prodotto con prezzo dichiarato inferiore a 1 dirham per millilitro e va ricalcolata l'accisa su quelle referenze con la nuova base minima. Poi va aggiornato il dato nel sistema di fatturazione, così che le vendite di settembre nascano già con l'imposta corretta, e va rifatto il conto del margine su ogni referenza interessata per decidere se il listino regge. Chi ha giacenze di magazzino acquistate prima di settembre deve verificare quale regime si applica alle vendite successive alla data.

Questo aggiornamento riguarda la tua situazione?

Ogni norma vale poco finché non la si applica al caso concreto. Se hai una società negli Emirati o stai valutando il trasferimento, il modo più veloce per capire cosa cambia per te è parlarne direttamente.

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