La Guerra Dei Box – 1a parte

Il mercato del Fitness sta cambiando e sta reagendo al fenomeno CrossFit: ti stai armando o scenderai in guerra impreparato?

More...

​Accedi subito all' articolo

Visualizza subito il post: ti basterà fare il login e potrai accedere  anche in futuro a tutti i contenuti del Blog​

arrow-circle-right

 2001 aprì i battenti CrossFit.com.

E’ questo il momento in cui Greg Glassman si affacciò sul mercato del fitness americano, che molti ritenevano già maturo, sovraffollato e poco ricettivo alle novità di qualsiasi genere.

Le uniche innovazioni arrivate negli anni precedenti riguardavano solo oggettistica  di vario genere (palle Bosu, cavi, ecc ecc ecc) e corsi su DVD di allenamenti miracolosi da fare in salotto.

CrossFit fece letteralmente saltare in aria tutto: il mercato del Fitness ricevette una scossa fatale.

Invece di litigare contro l’esistente e contro ogni piccola invenzione, Greg Glassman lanciò una innovazione che rese irrilevante qualsiasi macchina e qualsiasi giocattolo utilizzati in palestra.

Nacquero dalla innovazione di Greg Glassmann i primi box CrossFit, e per non tirarla troppo lunga, si diffusero a macchia d’olio creando il fenomeno che oggi tutti conosciamo.

In questo articolo, voglio analizzare con voi le fasi che mercato del Fitness e Box CrossFit hanno passato, la fase in corso e quella che verrà.

Le prime due fasi come detto sono già passate e dimenticate. Hanno rappresentato la fase d’oro per i Box CrossFit: potevi aprire, sbagliare, correggerti, formarti, crescere piano piano insieme ai tuoi soci, e tutto perché si era in assenza di una vera e propria concorrenza.

La fase attuale non è più il paese del Bengodi che abbiamo conosciuto, e richiede risposte efficaci e messa in campo di azioni ben precise, che proveremo a vedere insieme in questo articolo.

La fase che arriverà a breve, troverà già il mondo del CrossFit indebolito ed estremamente frastagliato, sarà piena di trappole e necessiterà di risposte molto forti e di imprenditori estremamente solidi, sia finanziariamente che professionalmente; e non stiamo parlando solo di coaching, ma di tutte quelle aree imprenditoriali che oggi mancano al 90% dei Box Italiani.

Leggo divertito alcuni post in cui qualcuno parla di KPI, budget, marketing, ecc ecc ecc in virtù di qualche corsetto domenicale fatto o di qualche cosa letto in Internet e pensa di avere già in mano tutto il mestiere in mano. 

Quello che succederà, richiederà professionalità ben diverse ed ucciderà i supponenti:  proveremo in questo e nei prossimi articoli a trovare delle vie di uscita e le soluzioni per crescere, per diventare Box Owners in grado di resistere alle evoluzioni che stanno arrivando.

Cominciamo con l'analizzare la prima fase: quella della nascita dei primi Box CrossFit in Italia. La vera partenza di questa fase è stata nel 2011-2012, anche se negli anni precedenti qualche pioniere aveva già piantato qualche bandierina.

La prima fase è quella che chiameremo della derisione

La Fase della Derisione

Ancora ricordo il primo corso alla CrossGym di Maddaloni nel 2008. 

A parte i dolori diffusi a tutto il corpo, la scoperta di nuovi muscoli che non sapevi di avere e le mani completamente aperte, lui ci diceva in modo molto esplicito che usciti dal di lì, saremmo stati derisi da chi ci avrebbe visto 'fare quelle cose strane', e che quando anche lui per necessità doveva allenarsi in una palestra 'normale', veniva preso per il culo dismisura (in particolare dagli altri Trainers

Io ricordo ancora sempre nello stesso anno, quando esasperato dagli allenamenti mortalmente noiosi ed inefficaci (almeno su di me), provai ad entrare a Ravenna in una palestra  con due kettlebells …. Quello che mi aspettavo era un "qui dentro non puoi portare i tuoi giochi" 

E che cazzo, ci sarebbe anche stato!! Immaginate se oggi  in uno dei vostri box entrasse uno con un aggeggio a voi sconosciuto e volesse allenarsi da solo con quello. Gli direste sicuramente di no perché non conoscendo l’ attrezzo, lui e l’ allenamento che vuole fare avreste paura per la sua sicurezza.

E invece quello che trovai fu proprio derisione. Dalla reception chiamarono il Responsabile della sala pesi, che con la sua pancetta prominente, ma con una maglietta con su scritto ‘responsabile’ ed una supponenza senza limiti, arrivò, squadrò me e i miei due kettlebells e disse "ah ah ah…e tu vuoi allenarti con quelli? Conosco bene quei cosi li, non servono a niente, fatelo entrare pure, così ridiamo un po’’.

Sulla scia di questa derisione, i box cominciarono ad aprire e a fare iscritti, e le palestre normali e gli istruttori di sala (quelli che oggi frequentano in massa il Level 1 per intenderci), continuarono per anni a deridere e sottovalutare il fenomeno, lasciando così campo libero a questa innovazione.

La seconda fase comincio con un ritardo notevole, nel 2014 e la chiameremo la fase dello stordito.

La Fase dello Stordito

Fu quella fase in cui le palestre ‘tradizionali’, guardavano il successo di questo CrossFit e, non capendoci un cazzo, con la pretesa di farvi fronte e annientarlo cominciarono a lanciare una serie di corsi ridicoli con nomi ridicoli (fun cross, fit cross, ecc ecc ecc), dove in sostanza una sorta di body pump veniva spacciato per CrossFit. Comincia così l’era del ‘funzionale’.

Ahhhh…. il funzionale ….. ecco che, non potendo usare il nome CrossFit o qualcosa di simile (e se ne accorgevano a suon di denunce) cominciarono a spacciare questo funzionale come la nuova frontiera, il nuovo allenamento, la super novità!!

Cazzo …. Glassman sul concetto di funzionale ci lavorava già dal 1971!!!!

E anche in questa seconda fase, continuarono a sottovalutare il fenomeno CrossFit, a non capirci un cazzo e lasciare terreno libero ai box esistenti e quelli che a pioggia stavano aprendo.

Finita rapidamente anche questa fase, ecco arrivare la terza; ci siamo dentro in pieno ora.

La chiameremo la fase della ‘consapevolezza’.

La Fase della Consapevolezza

Come detto la fase attuale.

Un paio di anni fa le palestre ‘tradizionali’ (grandi catene comprese questa volta, che fino a qui ignorarono bellamente il fenomeno), cominciarono a professionalizzare il loro ‘funzionale’, e a seconda dei casi e delle scelte a renderlo sempre più simile in apparenza a CrossFit o differenziandolo in modo netto, creando almeno dal punto di vista marketing un appeal verso l’ utenza media, superiore a quella di CrossFit, che continuava e continua a spaventare molti.

La palestra tradizionale si pone quindi  finalmente in concorrenza con i box CrossFit, e comincia a dare fastidio, perché gli Istruttori (che magari si sono nel frattempo allenati per anni nei box CrossFit) cominciano ad insegnare un po’ meglio i movimenti (ad esempio non dicendo più che lo squat sotto il parallelo fa male alle ginocchia), perché anche gli allenamenti funzionali escono dal teatrino del ridicolo e cominciano a prendere una loro identità e professionalità.

Ecco allora che qualche scellerato, che nel frattempo seguendo la moda ha aperto un Box CrossFit, lancia, proprio all’interno del proprio Box CrossFit i corsi di funzionale. Cioè….. ha deciso di suicidarsi e regalare alle palestre normali i propri clienti. Ma questo è un altro tema …. Ne parleremo un’altra volta.

Nel frattempo auguro tanta fortuna a chi dentro un box CrossFit ha un corso di ‘Funzionale’…..

Questa è la prima volta dove i Box CrossFit cominciano a rendersi conto ce non si riesce più a campare di rendita, e se ne rendono conto sopratutto quelli che aprono e si scontrano con una realtà che è ben diversa dal mondo perfetto che si immaginavano, fatto tutto di allenamento, pace e amore.

I Box CrossFit si trovano per la prima volta fronteggiare una vera e propria concorrenza, che a suon di migliaia di euro di pubblicità e prezzi stracciati, comincia ad erodere il bacino di utenza dei Box.

Ecco quindi la necessità di reagire, di cominciare a fare veramente il lavoro dell’imprenditore, di scendere dalla nuvoletta in cui fino al 2016 siamo vissuti, per renderci conto che gli imprenditori del Fitness non sono tutti rincoglioniti, e non hanno guardato senza far nulla a bocca aperta e stupiti CrossFit e relativi Box.

A questa concorrenza, si aggiunge quella della miriade di Box CrossFit che sta aprendo (che quindi diventa essa stessa concorrenza essendo il mercato ormai già saturo) e quella dei simil-box, ovvero i non affiliati, che quando ci entri ti dicono che fanno CrossFit ma non si chiamano CrossFit solo perché non vogliono pagare 3.000 euro a un coglione…. (il coglione nella mente malata di questa gente sarebbe Glassman, cioè quello che pur non guadagnando dalla loro attività, li sta facendo campare).

Ebbene, siamo arrivati….. Siamo arrivati in sostanza ad essere non più un fenomeno emergente e parallelo, ma una identità a pieno titolo inserita nel mercato del fitness e soggetta quindi a regole e concorrenza di questo mercato, che noi non conosciamo. Non le conosciamo nemmeno se lavoravamo in palestra, perché un conto è fare l’ istruttore, un conto è esserne il proprietario.

Eh sì, abbiamo campato di rendita (noi che abbiamo aperto durante la prima ora), abbiamo camminato di fianco ad un settore da cui molti di noi non provengono e che quindi non conosciamo, ed improvvisamente ci siamo ritrovati dentro a questo mercato.

Così quindi, come anni fa le palestre normali si trovarono di fronte questi Box CrossFit a cui non sapevano far fronte, oggi noi ci troviamo di fronte ad una concorrenza che ci studia da anni, che conosce meglio di noi il mercato del fitness e che si prepara ad annientarci.

Provo a creare una similitudine con una battaglia …perché noi siamo entrati in guerra se non ve ne siete accorti.

Alcuni di noi sono ancora nella fase figli dei fiori che predicano fitness & love. Cioè, sembrano quei settantenni che ancora oggi girano con i capelli lunghi e la canna in bocca, credendo di essere ancora negli anni sessanta. Ma gli anni sessanta sono finiti anche per il CrossFit, e ora c’è il capitalismo!!

Allora, torniamo alla guerra: il nostro box è una trincea, con i nostri soldatini dentro e i suoi caporali (NOI), di fianco a noi ci sono le altre trincee, con dentro soldatini e caporali degli altri box.

Dietro di noi c’è l’ artiglieria, la nostra artiglieria, fatta da CrossFit, dai suoi corsi di formazione, dagli aiuti che può darti, dalla pubblicità incessante che fa, dalla visibilità dei CrossFit Games, ecc ecc ecc.

Continua a prepararci, a tenerci addestrati meglio degli avversari, rendendo così caporali e soldatini una spanna sopra a quelli del nemico.

Di fronte a noi, appunto, il nemico.

Fino ad ora come detto non ci attaccava, per tanti motivi: il nostro terreno era piccolo, poco interessante, eravamo più preparati tecnicamente di loro e avevamo innovazioni che gli facevano paura. Per cui stava la, a studiarci e guardarci. Nel frattempo la sua intelligence infiltrava spie nelle nostre trincee.

Il nemico attende, lascia crescere le nostre trincee, tanto quelle che continuano ad aggiungersi sono delle armate brancaleone, non sono forti e preparate come le prime nate.

Nel frattempo prepara anche i suoi soldati, e con le informazioni delle sue spie, comincia a capire il fenomeno e a studiare come fare per attaccarlo.

TA-DAAAAAN!!!! Arriva il momento e ci dichiara ufficialmente guerra e parte all’offensiva!!

I nemici escono dalle trincee, ci conoscono bene e sanno dove attaccare.

E mentre loro avanzano, ecco che le nostre trincee cominciano a sparare …. Mah …… noooo!!! Anziché sparare sul nemico si stanno sparando contro !! Cioè il nemico avanza e dalle trincee il fuoco va sulle trincee amiche!!!

Disastro!!! L’ artiglieria dietro di noi non può aiutarci!! Rischierebbe di sparare anche lei contro di noi, perché il nemico è uscito dai suoi avamposti, e comincia ad entrare nelle nostre trincee!! E noi non riusciamo a sparare, perché siamo numericamente di meno, e dobbiamo anche difenderci dai colpi degli alleati!!

Usciamo dalla metafora e traduciamo il tutto: oggi ci troviamo attaccati ai fianchi dai non affiliati, dai box che aprono senza criterio su un mercato già saturo, e che quindi hanno come unico obiettivo quello di rubare clienti ai box esistenti, e il vero nemico intanto avanza indisturbato, anzi, è già entrato in casa nostra. Ha sale più grandi, più fighe, ha la sauna, il bagno turco, altre attività oltre al simil crossfit, quindi è multientrata e guadagna cento volte più di noi. Spende quindi anche cento volte più di noi in marketing, pubblicità, abbellimenti estetici, ecc ecc ecc.

Da questa terza fase quindi come si esce? E’ ovvio che siamo perdenti no?

Ovviamente la cosa più sensata da fare sarebbe fermare il fuoco amico …. ma questo più andiamo avanti e più diventa difficile e impraticabile ( la community si spacca in fazioni, i nuovi entrati sono in palese guerra contro gli esistenti: in un mercato dove non c’è più posto, se mi apri di fianco, mi stai dichiarando guerra).

E pensare che una delle chiavi vincenti sarebbe proprio questa: muoversi come una entità coesa e forte.

Il vero nemico non sono gli altri box, il vero nemico è alle porte e sta approfittando di questa mancanza di coesione, del fuoco amico e delle nostre scaramucce per annientarci.

Cosa fare per rimanere in piedi nella terza fase?

Tornando a bomba, cosa dobbiamo fare allora?

Ci arriviamo tra un minuto.

Prima vediamo COSA NON FARE, che forse è ancora più importante.

Ecco i tre errori da non commettere:

Abbellisco il box e lo trasformo in una specie di beauty farm                                  Scelta sbagliata: stiamo andando su un altro mestiere: quello delle fitness boutique, e non siamo noi. Anche questo è un fenomeno emergente, molti ci scambiano e ci accomunano a questo, ma una fitness boutique è ben diversa da un box e punta su ben altre leve.
Un box figo non sarà mai figo quanto una palestra normale. Quindi spendiamo soldi inutilmente: è come una brutta donna che si trucca e prova ad andare a vincere miss Italia. La nostra forza non è mai stata l’estetica …. Eravamo donne intelligenti ma bruttine.
Quindi evitiamo di spendere soldi inutilmente!!


Caccio dentro al box altri corsi
Funzionale, yoga, pilates, arti marziali, ecc ecc ecc.
Sbagliato anche qui!! Di nuovo proviamo a combattere con le stesse armi del gigante, siamo perdenti in partenza.


Non rinnovo o non faccio l’ affiliazione CrossFit                                   "così mi risparmio 3000 dollari, che tanto io sono conosciuto e il marchio CrossFit non mi serve"
Va beh, qui non perdo neanche tempo.
Se hai scelto questa via auguri vivissimi, a te e ai tuoi 3000 dollari del cazzo che ti sei tenuto in tasca.
 Questa scelta ti costerà carissima, ma quando te ne accorgerai sarà troppo tardi, e la tua supponenza di merda ti avrà ucciso.

E allora cosa facciamo?

Cazzo!! L risposte di nuovo ce le da la nostra Artiglieria!! 

Ce le da CrossFit!!  Basta partecipare ai corsi, leggere gli articoli dei CrossFit Journal, ascoltare Glassman e i suoi!! 

Sono anni che CrossFit ci prepara a questa terza fase!! Sono anni che in tutte le salse e in tutti i modi tenta di farci arrivare messaggi, formazione e soluzioni!!

E noi continuiamo a lamentarci: CrossFit non fa niente, CrossFit vuole solo soldi, e via andare.

Ma Cristo, hai più di tre articoli del CrossFit Journal? Se lo hai fatto, non hai visto quanti spunti e quante riposte vi si trovano?

Quanti corsi Specialties CrossFit hai fatto? Con chi ti sei confrontato? Sei andato almeno una volta nella tua vita a vedere i CrossFit Games? Li trovi tutte le risposte!!, Incontri un sacco di gente con cui parlare!! E' quasi obbligatorio andarci!! E' come se fosse la Fiera più importante del nostro settore!! Altro che quella merdata del Festival del Fitness!!

 Cioè .... dopo aver fatto il Level 1 e avere aperto il box, vi siete grattati le palle o avete girato, letto, studiato?

Siccome io sono qua dal 2008, nel 2012 ho aperto il mio primo box, ho letto più di tre articoli del CrossFit Journal, ho girato un sacco e ho speso migliaia di euro in formazione, spero di aver capito qualcosa e provo a condividere con te le 6 cose fondamentali che secondo me in questa terza fase è obbligatorio fare per non morire nella quarta fase che sta arrivando.

1-Investire in formazione, tua e dei tuoi coaches            nella formazione CrossFit però, non in quella parallela organizzata da varie Federazioni e Federazioncine che fanno un altro mestiere e che non vedono l’ora di accalappiarsi CrossFitters sprovveduti per svuotargli le tasche.

E’ utile ricordare che alcuni Sport e Federazioni facevano la fame, e solo grazie al fenomeno CrossFit si sono rilanciati e mangiano. Oggi questi sport minori, succhiano sangue al mondo CrossFit, e ci sputano pure addosso.

Non hanno nulla da insegnarci, non hanno nulla da dirci che non venga già detto e insegnato in un corso ufficiale di CrossFit.

Io personalmente, evito e sto ben lontano da chi mi sputa addosso e mi mette pure le mani dentro il portafogli: voi fate come volete.

L’artiglieria è li di dietro pronta ad aiutarci ma noi non la usiamo.

Quindi, investiamo nella formazione ufficiale CrossFit, non limitiamoci al prendere il Level 1, perché questo non basta a farvi diventare Istruttori di CrossFit e tantomeno ti darà le chiavi magiche per aprire un Box.

Anche perché il Level 1 amico mio, ce l’hanno anche tutti gli Istruttori di tutte cazzo le sale pesi ormai!! E se lo vendono meglio di come facciamo noi!!

Obbligatorio è quindi almeno il Level 2, almeno un paio di specialties all’ anno, e puntare al Level 3 in tre anni di pratica e formazione. E non solo per i Box owners, ma anche per tutti i coaches che lavorano nel tuo box.

2- Punta quindi sulla qualità, e non sul prezzo o altre leve strane

Se provi a giocare sulla leva del prezzo, sei morto.

Le palestre tradizionali ti uccideranno: su quel campo loro sono maestri, tu sei un principiante e non hai abbastanza soldi per giocare in quel tavolo.

Se provi a giocare sulla leva del prezzo anche solo in rapporto ai box CrossFit vicino a te, sei morto uguale. Se trovi qualche sprovveduto come te che casca nel tranello, di euro in euro, entrerai assieme a lui senza neanche accorgertene, di nuovo nel campo del nemico vero, le palestre tradizionali, e loro è li che vi aspettano a braccia aperte….

Se pensi che prezzi adeguati ad un box CrossFit (non alti cazzo, adeguati ad un Box!!) non facciano per te o per la zona dove vivi, forse hai sbagliato mestiere e ti conveniva non aprirlo un box.

Troppo spesso sento sia su città grandi che piccole i soliti discorsi: “eh…ma qui è differente, gli altri fanno pagare meno …. Nella mia zona non posso avere i prezzi di Milano….”. Sono tutte cazzate dietro cui nascondi la tua insicurezza. Hai aperto un box, e se non sei sicuro di quello che fai, cerca aiuto velocemente. Se hai prezzi bassi, vuol dire che hai poca fiducia nei tuoi mezzi e sulla tua professionalità. Di nuovo, cazzate tipo ‘io ai miei soci gli voglio far pagare il giusto, ecc ecc ecc’ sono solo scuse.

Hai una azienda, non un ente di beneficienza, e i tuoi soci non stanno cercando la carità.

3- Lavora sui tuoi soci e per i tuoi soci, non per quelli degli altri

Puntiamo cioè sul concetto di Community, quella interna al nostro box.

Diamo tutta la nostra attenzione ai clienti che già abbiamo, perché sono loro che vi porteranno nuovi iscritti.

Non è facebook e non sono gli sconti scellerati che puoi fare a farti entrare nuova gente, ma sono i tuoi membri che con il passaparola ti riempiranno il box.

Quindi smettila di guardare fuori, e dedica tutte le tue energie a loro: ti costerà molto di meno di una sponsorizzata su facebook, ti provocherà molti meno danni che uno sbragamento di prezzo, ma ti porterà molti più clienti

4- Fai divertire chi si allena nel tuo box

Le persone che frequentano i nostri box non sono atleti agonisti: nel 90% dei casi sono persone che uscite dal lavoro cercano di divertirsi e cercano una valvola di sfogo.

Falli quindi divertire e crea una atmosfera che li faccia sentire a loro agio. Non trasformare le class in un addestramento militare: ricorda che non sono li per arrivare ai CrossFit Games.

5- Punta su un’offerta chiara e definita

Hai un box di CrossFit, non una palestra multiattività. Fai trovare ai tuoi clienti quello che vogliono e quello che sai fare: dagli CrossFit, non dargli altre cazzate, che per quelle se vogliono vanno da un’altra parte, dove pagano meno e trovano anche un ambiente più figo…. E in questo caso forse anche Istruttori più preparati. Dove tu ti devi distinguere è su CrossFit: ampliare l’ offerta è una scelta perdente.

6-Mantieni un ambiente pulito, in ordine e gradevole

Del vostro Box la gente apprezzerà molto anche questo aspetto.

Ambiente pulito, non infighettato a caro prezzo. La gente non si aspetta di trovare il design di un architetto, ma non vuole nemmeno prendersi il tetano. Investi quindi soldi in qualcuno che faccia le pulizie e in una macchina per pulire il tappeto gommato della sala.

Io personalmente odio andare in un box ed uscire nero perché il pavimento non è stato pulito da una settimana, o perché qualcuno ha la pretesa di pulirlo con lo straccio perché non ha i soldi per comprarsi la macchina adeguata per pulirlo. Lo straccio sposta la merda da una parte all’ altra del tappeto gommato!! Non lo pulisce!!

Possibile che a qualcuno non entri in testa? Se non hai 3.000 euro per comprarti una pulisci pavimenti, cosa lo hai aperto a fare un box?!?!?

Ma attenzione, siamo solo alla fase 3….e avevamo detto che ce ne sono 4.

Un’altra, quella più importante, più devastante per noi arriverà nei prossimi anni.


Quale è?

Sarà il tema del mio prossimo articolo, quindi orecchie alzate, occhiali inforcati e state pronti!!

Il prossimo articolo svelerà cosa sta arrivando: diciamo che se oggi pensate di essere in un mercato competitivo e siete in difficoltà, domani vi verrà un infarto.

Ripeto, la quarta fase che si sta avvicinando inesorabilmente, è costruita proprio per mettere in crisi ed annientare il mondo CrossFit e l’ universo Box.

Stay Tuned!!

Cordialmente

Mister Beef

Mister Beef

Al Secolo Roberto Manzi. Innanzi tutto, da dove arriva lo pseudonimo? Mr Beef è stato coniato dal suo parrucchiere di fiducia, Sergio di Tony & Guy .... ok è pelato, ma riesce a spendere comunque 80 euro per farsi tagliare i capelli a forbice ... Roberto Manzi, oltre a farsi tagliare i capelli da Sergio è co-owner di CrossFit Bicocca, CrossFit Cervia e CrossFit Cervia on the Beach. Roberto ha cominciato a praticare CrossFit nel 2008, quando ancora nessuno sapeva nemmeno cosa fosse un Allenamento Funzionale o un Kettlebell. Da allora la sua passione per questo sport è cresciuta in modo esponenziale di anno in anno, e lo ha portato a studiare e formarsi in modo maniacale sia sul Coaching, che sull' aspetto gestionale dei Box CrossFit. Oltre alla formazione canonica di CrossFit (è Level 2 ed ha seguito tutti gli Specialties Courses presenti nel sito di CrossFit.com), si reca diverse volte all' anno negli Usa: è allievo di James Fitzgerald (Opex Fitness), Austin Malleolo (Head Coach di Reebok CrossFit One, owner di 5 box di successo negli USA, 7 volte atleta Games e titolare della programmazione Ham Plan), Jason Khalipa (atleta Games, oggi il maggior imprenditore di successo nel modo del CrossFit, con il suo impero in continua espansione fatto attualmente di 22 box attivi in tutto il mondo) e Dan Kennedy (Small Business Marketing Strategist). Nel suo passato lavorativo, ha ricoperto per 15 anni il ruolo di Direttore Marketing in diverse multinazionali, ed ha seguito più di 30 Start Up di alto livello. Nel 2012 ha aperto uno dei primi box CrossFit in Italia (CrossFit Bicocca), nel 2017 CrossFit Cervia, nel 2018 il primo Beach Box della Riviera. La grande esperienza che può vantare non è tanto su cosa ha costruito, anche se non è da tutti avere 3 box di successo in così poco tempo, ma sta nel fatto che nel suo percorso nel mondo del CrossFit ha fatto TUTTI GLI ERRORI POSSIBILI E IMMAGINABILI. Trascorre diversi mesi all'anno negli USA, perché 'se vuoi essere il migliore devi imparare dai migliori' e i migliori sono negli Stati Uniti. E poi negli Usa si fa un sacco di shopping interessante e il nostro Mr Beef è noto per il suo shopping compulsivo... Continua ad allenarsi, studiare e formarsi continuamente e anche a sbagliare, per poi correggere e imparare dai propri errori.

Click Here to Leave a Comment Below

Leave a Reply: