SSD vs ASD parte seconda – I 4 falsi vantaggi delle ASD

Ecco a grande richiesta, la seconda parte dell’ articolo sulla forma societaria più indicata per un Box CrossFit.E come sempre il nostro Dott. Andrea Cappai, mi ha assistito via pc e telefonicamente (…. cazzo è sempre in vacanza ….).Faccio una breve parentesi prima di cominciare l’ articolo, in quanto c’è un tema ricorrente che mi avete chiesto di trattare: l’ adeguamento al GDPR (ovvero la nuova normativa sul trattamento dei dati personali).

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Molti sono preoccupati (fioccheranno multe molto salate a chi non è in regola ….), e si sono rivolti o si stanno rivolgendo ad un professionista, con un grande dispendio economico.Beh …. se ancora non avete provveduto ad adeguarvi (e doveva essere fatto entro maggio ….) …. NON SPENDETE SOLDI!!!! Nonostante quello che vogliono farvi credere, è molto semplice adeguarsi e lo potete fare anche da soli.Il dott. Cappai sta predisponendo un manualetto ed un webinar sull’ argomento, per aiutarvi a mettervi in regola senza spendere soldi in professionisti esterni.Se siete interessati all’ argomento, potete inviarci una mail cliccando qui e vi terremo informati su quando il prodotto sarà pronto (a brevissimo, probabilmente settimana prossima).Ma torniamo a noi.In questo articolo affrontiamo i falsi vantaggi delle ASD rispetto alle SSD. Ovviamente, lo svantaggio che superficialmente ha spinto tanti a creare una ASD, è quello economico. Gira voce infatti, che una SSD sia mooolto più costosa di una ASD…..Niente di più falso: il dott. Cappai smonterà in 4 punti questa falsa credenza:

  • FALSA CREDENZA 1: Nelle SSD occorre un capitale minimo di 10.000 euro: FALSO

Il decreto legge 76/2013 ha modificato l’art. 2463 del c.c. aggiungendo il quarto comma che consente a tutte le srl di dotarsi di un capitale sociale inferiore a diecimila euro (capitale minimo consentito: 1 euro).Si tratta di una somma inferiore a quanto richiesto dalla maggior parte delle leggi regionali per il rilascio della personalità giuridica in favore delle Associazioni. Infine, in caso di gestione di palestre o impianti sportivi il versamento di un capitale proprio è necessario per raggiungere il corretto rapporto di leverage necessario alla richiesta di finanziamenti bancari, e soprattutto, al mantenimento dell’equilibrio finanziario.TRADUZIONE PER QUELLI COME ME NON ADDETTI AI LAVORI: potete aprire una SSD anche con un capitale sociale di un euro. Ma se avete necessità ad esempio di un prestito, nessuno lo darà ad una società con 1 euro di capitale. Se poi parliamo di ASD …. dovrete impegnare anche la pensione di vostra nonna per averlo.

  • FALSA CREDENZA 2: Obbligo di vidimazione dei libri sociali con i costi che ne conseguono. Vero per l’obbligo di vidimazione, ma FALSO per il costo!

Le SSD iscritte al registro CONI (obbligatorio per Legge) sono esonerate dal pagamento della tassa di concessione governativa prevista per la vidimazione dei libri sociali (309,88 euro annui). Le marche da bollo da apporre sono invece le stesse (anche dal punto di vista economico) che dovrebbe apporre una ASD laddove decidesse di adottare libri vidimati, che rappresentano peraltro prova di pubblica fede e pregio, e dunque non un mero onere.TRADUZIONE PER QUELLI COME ME NON ADDETTI AI LAVORI: la vidimazione la dovete pagare comunque!! anche se avete una ASD!!!

  • FALSA CREDENZA 3: Impossibile somministrare alimenti e bevande agli associati:

Vero per quanto riguarda le attività di somministrazione previste per i circoli e le Associazioni di promozione sociale, ma concettualmente FALSO per le attività di somministrazione presso impianti sportivi, per le quali i regolamenti comunali prevedono la possibilità di somministrare non solo ai tesserati ma anche ai loro accompagnatori: per le ASD con partita iva è possibile farlo solo ai tesserati ….se manco avete la partita iva …. non potete vendere neanche una maglietta ad un vostro associato. Dunque la somministrazione operata dalla SSD amplia la platea di avventori anziché ridurla.Questa è facile …. non la traduciamo.

  • FALSA CREDENZA 4: Assimilazione totale dell’impianto contabile a quello classicamente aziendale, lievitazione dei costi inerenti (stimati da 3mila a 7mila circa), evidenziazione della necessità di abbandonare piattaforme telematiche facilitate, per necessità di rivolgersi ad un professionista:

Non entrando nel merito economico: non è forse vero che per redigere un corretto rendiconto che sia anche patrimoniale e finanziario anche per una ASD è preferibile un impianto contabile ordinario, in tutto simile a quello aziendale? Non è d’altronde vero che la massima tutela in caso di accertamento fiscale è data da una contabilità ordinaria? Per quale ragione il ricorso ad un CONSULENTE SERIO E PREPARATO rappresenta uno svantaggio?Anche questa mi sembra abbastanza chiara.Nel prossimo articolo dedicato alle società sportive, approfondiremo il tema dei RICAVI COMMERCIALI (ovvero quelli non derivanti dalle attività sociali).Per intenderci, anche qui traducendo tutto in termini meno tecnici: se vendete merchandising (t-shirt), se avete esterni al box che vengono saltuariamente ad allenarsi (quelli che chiamiamo DROP IN), se vendete integratori, ecc ecc ecc, quali sono le prassi e le procedure da mettere in campo per non commettere irregolarità fiscali e amministrative? Dobbiamo fare una ricevuta fiscale, una non fiscale o una fattura?

Al prossimo articolo!!Cordialmente et semper voster Mister Beef

 

 

Mister Beef

Al Secolo Roberto Manzi. Innanzi tutto, da dove arriva lo pseudonimo? Mr Beef è stato coniato dal suo parrucchiere di fiducia, Sergio di Tony & Guy .... ok è pelato, ma riesce a spendere comunque 80 euro per farsi tagliare i capelli a forbice ... Roberto Manzi, oltre a farsi tagliare i capelli da Sergio è co-owner di CrossFit Bicocca, CrossFit Cervia e CrossFit Cervia on the Beach. Roberto ha cominciato a praticare CrossFit nel 2008, quando ancora nessuno sapeva nemmeno cosa fosse un Allenamento Funzionale o un Kettlebell. Da allora la sua passione per questo sport è cresciuta in modo esponenziale di anno in anno, e lo ha portato a studiare e formarsi in modo maniacale sia sul Coaching, che sull' aspetto gestionale dei Box CrossFit. Oltre alla formazione canonica di CrossFit (è Level 2 ed ha seguito tutti gli Specialties Courses presenti nel sito di CrossFit.com), si reca diverse volte all' anno negli Usa: è allievo di James Fitzgerald (Opex Fitness), Austin Malleolo (Head Coach di Reebok CrossFit One, owner di 5 box di successo negli USA, 7 volte atleta Games e titolare della programmazione Ham Plan), Jason Khalipa (atleta Games, oggi il maggior imprenditore di successo nel modo del CrossFit, con il suo impero in continua espansione fatto attualmente di 22 box attivi in tutto il mondo) e Dan Kennedy (Small Business Marketing Strategist). Nel suo passato lavorativo, ha ricoperto per 15 anni il ruolo di Direttore Marketing in diverse multinazionali, ed ha seguito più di 30 Start Up di alto livello. Nel 2012 ha aperto uno dei primi box CrossFit in Italia (CrossFit Bicocca), nel 2017 CrossFit Cervia, nel 2018 il primo Beach Box della Riviera. La grande esperienza che può vantare non è tanto su cosa ha costruito, anche se non è da tutti avere 3 box di successo in così poco tempo, ma sta nel fatto che nel suo percorso nel mondo del CrossFit ha fatto TUTTI GLI ERRORI POSSIBILI E IMMAGINABILI. Trascorre diversi mesi all'anno negli USA, perché 'se vuoi essere il migliore devi imparare dai migliori' e i migliori sono negli Stati Uniti. E poi negli Usa si fa un sacco di shopping interessante e il nostro Mr Beef è noto per il suo shopping compulsivo... Continua ad allenarsi, studiare e formarsi continuamente e anche a sbagliare, per poi correggere e imparare dai propri errori.

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