Ma veramente vuoi aprire un Box CrossFit in Italia nel 2018?!?! – Parte prima

​Come sai i miei post hanno l’ obiettivo di dare valore a chi legge, di trasmettere informazioni e pratiche utili.Quanto sto per scrivere suonerà altamente impopolare, ma …come dire ….. non me ne frega un benemerito c….

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Viviamo in una realtà piena zeppa di ruffiani e opportunisti, che dicono e scrivono cose solo per interesse personale.Non sto dicendo questo per fare una invettiva contro qualcuno o contro qualcosa, ognuno può fare e dire quello che vuole, purché non sia teso a rompermi direttamente o indirettamente e personalmente i coglioni: semplicemente dico questo perché IO NON VOGLIO ESSERE L’ ENNESIMO TRA QUESTI.E quindi rieccoci a bomba!!Riprendo il titolo come inizio dell’articolo perché è perfetto:

‘Ma veramente vuoi aprire un Box CrossFit nel 2018?!?!?’Oggi il primo consiglio, il primo contenuto di valore che ti posso dare, tra l’ altro totalmente gratuito è questo:NON FARLO!! Rimani a fare quello che stai facendo (o non facendo….).E’ fondamentale che tu capisca chi sei e dove sei rispetto al mondo del CrossFit. Siamo nel 2018 e tu questo treno lo hai perso il treno, ​ stai tentando di salirci mentre questo è in corsa, ma lui già da tempo viaggia senza soste a velocità sostenuta.La scelta più razionale ed intelligente che puoi fare, è quindi arrenderti all’evidenza: è tardi!!  E tu al CrossFit ci sei arrivato in ritardo (magari fino a qualche anno fa ne ridevi pure), o hai deciso di fare un passo in più comunque in ritardo.Accontentati di praticarlo come tua passione, continua a rimanere iscritto nel Box dove ti alleni ed evitati un errore che pagherai amaramente.Prova ad analizzare con obiettività lo scenario, togliti il prosciutto dagli occhi e guarda i numeri:

  • l’Italia è il terzo paese al mondo per numero di Box presenti (oltre 600, in crescita)
  • l’Italia però non è nemmeno tra le prime 100 nazioni al mondo per numero di abitanti
  • l’Italia non è tra le prime 100 nazioni nemmeno per quanto riguarda la propensione o la pratica di sport.

Qualche altro dato:

  • Statisticamente, guardando anche quello che succede sul mercato americano (che forse è un po’ più popolato e più propenso allo sport), il 95% dei box che apriranno ​oggi, chiuderà nei prossimi due anni. E questa non è la mia previsione: è la previsione di CrossFit, che infatti ha deciso di rivolgere le proprie forze da qui in avanti al di fuori dagli USA.
  • Quest’anno per la prima volta il numero di chiusure nel mercato USA ha superato il numero di aperture
  • Il fenomeno delle chiusure è cominciato anche in Italia, e sta crescendo tanto quanto le nuove aperture

Se prendiamo il primo dato (la previsione di chiusura a due anni del 95% dei nuovi box), il restante 5% starà in piedi a fatica, e dovrà combattere contro un mercato già saturo, dove si è infilato in ritardo e dove ci sono già Box/Owner sgamati, con le spalle grosse sia dal punto di vista economico/finanziario, che dal punto di vista professionale: la professionalità di chi lavora in modo strutturato in questo settore già da anni, tu te la sogni almeno per i prossimi 3 anni, anche se a te sembra di essere già arrivato e di sapere già tutto (in fondo hai fatto niente popo di meno che il Level 1….).So che quanto ti sto dicendo non ti piace e che non ti convincerò a non aprirlo quel dannato Box: per te in questo momento sono un signor nessuno che rema contro il tuo sogno. In realtà sono tutt’altro che un signor nessuno, e dovresti considerarmi il tuo migliore amico per quello che ti sto dicendo: sto tentando di svegliarti da quello che si rivelerà il tuo peggior incubo, ma sei all’inizio del sogno e i mostri non sono ancora venuti fuori.Compariranno davanti a te il giorno dopo l’apertura del tuo meraviglioso Box.Ormai di frequente, direi in modo esagerato, le persone con cui entro in contatto pensano e mi dicono esplicitamente:  eh…bella vita …. Hai tre box …. Hai trasformato la tua passione in lavoro …. Giri il mondo … ecc ecc eccSo di per certo che molti pensano che io sia ricco di famiglia, e che i soldi per aprire le mie attività e mantenere lo stile di vita che ho me li sia trovati già belli belli sul conto corrente.MAGARI!! Ma siamo veramente lontani: la verità è che non mi ha mai regalato niente e nessuno. Tutto quello che ho me lo sono guadagnato lavorando, e duramente!!Questo te lo dico non per attaccarti un pippone su chi sono e quanto sono bravo, ma perché è veramente facile guardare il punto di arrivo di qualcun altro, senza aver visto il percorso che ha dovuto fare per arrivarci.E quindi, quando guardi un Box Owner che ha una attività di successo e uno stile di vita …. altisonante (e comunque mi risulta siano veramente pochi questi….), non credere che siano stati fortunati ….Lascia che ti racconti la mia storia, per aiutarti a comprendere anche solo superficialmente quanto sia difficile il percorso che hai deciso di intraprendere.E lascia che  premetta che se oggi io avessi saputo a cosa andavo incontro, forse non avrei aperto un Box CrossFit, o quantomeno non lo avrei aperto con le condizioni che ti sto per raccontare.Quindi quando qualcuno mi guarda come esempio da seguire, o quantomeno come caso di successo, a me vengono  spontanee tre parole:

Successo un cazzo!!

Io mi ci sono trovato dentro questo mestiere!!Oggi lo amo alla follia, ma guadagnavo molto di più quando lavoravo in azienda e avevo anche meno preoccupazioni.Praticamente, è come se durante una scopata clandestina avessi messo incinta una …. chiaro che dopo al figlio che hai fatto gli vuoi bene…ma certo non era il risultato che volevi mentre trombavi.Oggi farei scelte diverse, e ti ripeto, forse addirittura neanche lo aprirei un Box.E stiamo parlando di altri tempi: io l’ho aperto nel 2012 …. Non nel 2018.Quindi siediti sul divano, apriti una Coca (rigorosamente Light) e beccati la storia sul mio percorso di Box Owner.Anche io quando aprii il primo box (e come ho detto erano sicuramente altri tempi, dove ancora il treno non era partito ed era consentito sbagliare, fare errori) ignorai tutti quelli che mi mettevano in guardia sui segnali fin troppo evidenti che quel Box non ‘s’aveva da fare’. Anzi li allontanavo con fastidio pensando: ‘questo non ha capito un cazzo’.Ma io ormai avevo deciso, volevo aprirlo quel maledetto box, e nella mia stupida presunzione pensavo di poter controllare variabili, persone e condizioni che erano evidentemente sbagliate per quel progetto.Le conseguenze furono devastanti, e non sto esagerando.

La mia presunzione basata sul mio lavoro di allora, manager ad alti livelli in grandi multinazionali (ero convinto che questo bastasse per manovrare e pilotare tutto come facevo in azienda), me la infilai dove puoi immaginare.La situazione divenne disastrosa già dopo pochi mesi, per i restanti due anni il Box che avevamo aperto avrebbe potuto chiudere da un momento all’ altro tanto era fragile e in balia di litigi e disorganizzazione. E tutto questo, che piaccia o non piaccia, si riversa sul cliente…e quando si riversa sul cliente, vuol dire che comincia a toccare le tue tasche.Io avevo perso, io non sapevo controllare niente. Avevo scambiato il mare aperto dove mi ero infilato, giocando con i miei risparmi, per l’ acquario protetto in cui lavoravo, dove giocavo con i soldi degli altri (le grandi aziende per cui lavoravo) e con un ruolo in mano che mi consentiva di prendere decisioni e farle rispettare agli altri.

Per raddrizzare la situazione, dovetti fare un grande bagno di umiltà, rimettermi in discussione in toto, capire che fare l’imprenditore non è come lavorare in azienda: è tutto diverso, tutto dannatamente nuovo, tutto lontano da studi ed esperienze fatte.

E così, per dare una chance a questo progetto (e salvare i miei risparmi), dovetti rischiare ancora di più, economicamente e personalmente, e coinvolgere anche mia moglie Giorgia nel progetto (la scelta migliore della mia vita).

Per i successivi due anni, oltre a lavorare al Box e per il Box, sia io che Giorgia, continuammo a lavorare in azienda, perché l’attività era dannatamente fragile e non sarebbe stata in grado neanche di pagarci un pranzo.

E così sempre per i successivi due anni, oltre ad averci messo dentro altri soldi, provenienti sempre dai nostri risparmi, per liquidare tutti gli altri soci, sacrificavamo regolarmente anche parte del nostro stipendio per pagare spese, trainer e quant’altro venisse fuori di imprevisto e dedicavamo tutto il tempo libero a nostra disposizione per lavorare al  Box (formandoci, studiando, girando) o comunque per il Box, anche quando non eravamo presenti.

Ho lavorato, ho studiato, mi sono formato in modo continuo dal 2012 in poi, non ho visto un giorno di ferie per anni, e Giorgia, mia moglie, idem.

Dopo aver preso entrambi una laurea e fatto per anni corsi di management di alto livello, ci ritrovavamo di nuovo sui banchi scuola.Ma non avevamo altra scelta: i soldi che avevamo investito ce li eravamo sudati, e non li volevamo perdere o regalare a qualcun altro.

E così piano piano, con grandi sacrifici e tante rinunce abbiamo portato CrossFit Bicocca ad un vero e proprio esempio dal punto di vista gestionale, finanziario ed organizzativo.

Ora è sicuramente un box di successo, difficilmente attaccabile, nonostante non sia dal punto di vista strutturale il più bello o il più grande della zona.

Non è stato facile, per niente, ma nulla è stato per caso, né l’insuccesso iniziale, né il successo seguente.Nulla accade per caso o per culo. La fortuna non esiste: esiste solo il duro lavoro, il metodo, lo studio, la formazione e l’evoluzione continua. Questo però non ti garantisce il successo:

FORMARSI, STUDIARE E METTERSI IN DISCUSSIONE CONTINUAMENTE NON GARANTISCE IL SUCCESSO DELLA TUA IDEA, MA SICURAMENTE IL NON FARLO NE GARANTISCE L’ INSUCCESSO.Quindi noi ci stavamo facendo letteralmente il culo, senza nessuna certezza su come sarebbe andata.

Ma erano altri tempi: se commettessi oggi gli errori commessi quando è stato aperto CrossFit Bicocca, tra qualche mese non ne parleremmo più, e troveresti l’ insegna infilata in un cassonetto.

Come ho detto alla terza riga, so che questo non ti farà desistere dal progetto di aprire un Box.

E visto che lo vuoi aprire a tutti i costi, nel mio prossimo articolo dedicato a questo argomento, proverò a darti alcuni consigli che ti diano la chance di rimanere tra il 5% ​che in qualche modo ce la faranno.

Quindi per oggi è tutto: mandami pure a quel paese, odiami perché sto mettendo in discussione il tuo sogno, ma leggi il mio prossimo articolo: proverò a salvarti il culo, anche se hai deciso di fare la cazzata più grande della tua vita: aprire un Box nel 2018.

Sincerely

L’antipatico e presuntuoso Mister Beef

Mister Beef

Al Secolo Roberto Manzi. Innanzi tutto, da dove arriva lo pseudonimo? Mr Beef è stato coniato dal suo parrucchiere di fiducia, Sergio di Tony & Guy .... ok è pelato, ma riesce a spendere comunque 80 euro per farsi tagliare i capelli a forbice ... Roberto Manzi, oltre a farsi tagliare i capelli da Sergio è co-owner di CrossFit Bicocca, CrossFit Cervia e CrossFit Cervia on the Beach. Roberto ha cominciato a praticare CrossFit nel 2008, quando ancora nessuno sapeva nemmeno cosa fosse un Allenamento Funzionale o un Kettlebell. Da allora la sua passione per questo sport è cresciuta in modo esponenziale di anno in anno, e lo ha portato a studiare e formarsi in modo maniacale sia sul Coaching, che sull' aspetto gestionale dei Box CrossFit. Oltre alla formazione canonica di CrossFit (è Level 2 ed ha seguito tutti gli Specialties Courses presenti nel sito di CrossFit.com), si reca diverse volte all' anno negli Usa: è allievo di James Fitzgerald (Opex Fitness), Austin Malleolo (Head Coach di Reebok CrossFit One, owner di 5 box di successo negli USA, 7 volte atleta Games e titolare della programmazione Ham Plan), Jason Khalipa (atleta Games, oggi il maggior imprenditore di successo nel modo del CrossFit, con il suo impero in continua espansione fatto attualmente di 22 box attivi in tutto il mondo) e Dan Kennedy (Small Business Marketing Strategist). Nel suo passato lavorativo, ha ricoperto per 15 anni il ruolo di Direttore Marketing in diverse multinazionali, ed ha seguito più di 30 Start Up di alto livello. Nel 2012 ha aperto uno dei primi box CrossFit in Italia (CrossFit Bicocca), nel 2017 CrossFit Cervia, nel 2018 il primo Beach Box della Riviera. La grande esperienza che può vantare non è tanto su cosa ha costruito, anche se non è da tutti avere 3 box di successo in così poco tempo, ma sta nel fatto che nel suo percorso nel mondo del CrossFit ha fatto TUTTI GLI ERRORI POSSIBILI E IMMAGINABILI. Trascorre diversi mesi all'anno negli USA, perché 'se vuoi essere il migliore devi imparare dai migliori' e i migliori sono negli Stati Uniti. E poi negli Usa si fa un sacco di shopping interessante e il nostro Mr Beef è noto per il suo shopping compulsivo... Continua ad allenarsi, studiare e formarsi continuamente e anche a sbagliare, per poi correggere e imparare dai propri errori.

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